Apriamo la rassegna dell’8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna, riportando una notizia data da La Nuova Sardegna lo scorso venerdì. In tale articolo, viene segnalato come a Sarroch, un dirigente abbia – in seguito alle proteste per un fallo laterale non assegnato e dopo essere stato ammonito – insultato la direttrice di gara, che per regolamento ha dovuto espellerlo. A quel punto, l’uomo l’ha colpita con due schiaffi, per poi darle un pugno. Le lesioni riportate hanno richiesto una prognosi di 45 giorni. L’uomo è stato poi interdetto per 5 anni dalla FIGC.
8 MARZO: SI DEVE FARE DI PIÙ
In una settimana, sono arrivate diverse notizie nel mondo del calcio femminile, una più grave dell’altra, tutte atte ad evidenziare problemi strutturali evidenti quando si parla di parità. Anzitutto, la condanna di un arbitro in Austria dopo aver infiltrato telecamere nascoste nello spogliatoio dell’Altach, e il caso Vlachovský in Repubblica Ceca. Infine, una Coppa d’Africa rinviata a due settimane dal calcio d’inizio e senza una motivazione realmente convincente. Figurarsi cosa può accadere in altri ambiti.
LE INIZIATIVE PER L’8 MARZO
La Fiorentina ha messo in campo due iniziative simboliche: la prima, in occasione della gara maschile contro il Parma, a chiunque acquisterà il biglietto sarà data la possibilità di ottenere un tagliando gratuito per la sfida di Coppa Italia Femminile contro la Juventus; la seconda, è che per l’andata della semifinale, il biglietto costerà solo 5€ per tutte le donne. Anche la Caronnese, ad esempio, ha dato la possibilità di assistere gratuitamente al match interno contro il Lesmo, mentre il Cesena, in occasione dell’incontro di Serie B maschile del 7 marzo, ha inaugurato il progetto “Vallo a Dire a Lei“, un nuovo progetto dedicato alla promozione della parità di genere.
NON BASTA QUESTO
Ovviamente, ci preme dire che non bastano iniziative simboliche per raggiungere la parità di diritti e di rispetto, soprattutto alla luce del progressivo peggioramento delle condizioni sociali in una società che tende sempre di più a premiare “il più forte” secondo retaggi di machismo, visibili ampiamente nella situazione geopolitica attuale. L’8 marzo è una giornata importante, ma sembra stia convergendo sempre di più in una serie di elementi isolati, che poco impattano sul reale cambio auspicato. Ben venga che ci siano, ma non bastano da soli per cambiare la situazione.





