L’esclusiva del Times apre uno scenario clamoroso. Celtic e Rangers sarebbero pronte ad entrare in WSL per aumentare la propria competitività anche a livello internazionale.
LA PAZZA IDEA DI ENTRARE IN WSL
Entrare in WSL chiaramente, per le due squadre significherebbe aumentare l’appeal mediatico, oltre che crescere sia nei ricavi sia dal punto di vista tecnico, potendo giocare in uno dei migliori campionati, sia Europei sia Mondiali. Esistono comunque delle difficoltà di base.
LE PRINCIPALI DIFFICOLTÀ DELL’INGRESSO IN WSL
Come riportato dal Times e da Pallonate in Faccia, l’ingresso in WSL richiede anzitutto l’approvazione della Federazione Scozzese, e il preavviso di ingresso deve durare due stagioni. A questo va aggiunga una lunga serie di questioni legate al campionato. Anzitutto, il campionato scozzese perderebbe di qualità e appetibilità mediatica, risultando in un futuro incerto per migliaia di ragazze che si sono avvicinate allo sport. In secondo luogo, da capire come si potrebbe strutturare la Super League.
PAZZA IDEA O FOLLIA TOTALE?
Questo ingresso in WSL potrebbe essere una grandissima idea solo nel caso in cui si intendesse riformare il campionato, completandolo con le migliori squadre della Gran Bretagna. Oltre alle inglesi, al Celtic e al Rangers, vi sono anche Cliftonville, Glentoran, Swansea City, Cardiff City e Glasgow City da tenere in considerazione, soprattutto quest’ultima, che ha raggiunto i quarti di Champions nel 2019-20.
In tal caso, bisognerà studiare una ristrutturazione che coinvolgerà necessariamente anche le seconde divisioni, pertanto la FA Women’s Super League potrebbe diventare un campionato più “grande” nonché il torneo ufficiale del Regno Unito. I sentimenti nazionalistici (soprattutto quelli anti-inglesi) hanno bloccato ogni iniziativa in passato, ed è possibile blocchino anche questa opzione, seppur il calcio femminile possa servire per appianare i dissapori.
UNA LEGA CON I MIGLIORI CLUB
Un’eventuale soluzione, secondo la nostra redazione, potrebbe essere quella di creare un campionato ufficiale del Regno Unito, coinvolgendo però le formazioni dall’U19 all’U23 delle squadre di WSL, del Celtic, del Rangers e di altre realtà del Galles e dell’Irlanda del Nord. In tal caso sarebbe una grossa opportunità per tutte le giovani calciatrici di fare esperienza.
Di contro è anche vero che i costi per le squadre rischierebbero di aumentare, soprattutto viste le spese di trasferta. Creare competizioni intermedie porterebbe un incremento del numero di partite, dettaglio da tenere in considerazione alla luce del report FIFPro.
La soluzione più semplice sarebbe mantenere la situazione invariata aumentando il numero degli investimenti in patria e cercando così di creare un campionato di livello. Per una partecipazione futura in Women’s Super League, c’è sempre il tempo per studiare una soluzione ad hoc.





