Il Sindacato FutPro, una associazione formata esclusivamente dalle calciatrici che giocano in Spagna che ha l’obiettivo di difendere i diritti lavorativi delle giocatrici per un cambiamento positivo nel mondo del calcio, aveva presentato un reclamo contro il Granada. L‘Ispettorato Spagnolo del Lavoro e della Previdenza Sociale (ITSS) ha indagato e analizzato la situazione, e ha confermato che la società – attualmente sesta in classifica nonché semifinalista in Coppa, eliminata dall’Atlético Madrid – ha mantenuto pratiche irregolari a violare i diritti delle giocatrici.
LA DENUNCIA DI FUTPRO
FutPro aveva denunciato il Granada in tre punti chiave. Anzitutto, la violazione del contratto collettivo, “non pagando il salario minimo concordato” dopo lo sciopero, e l’ITSS a sua volta ha confermato la fondatezza delle accuse, segnalando che il club ha comunque cercato di rimediare a fine giugno 2024.
In secondo luogo, la società andalusa aveva imposto la ritenuta dell’1% sugli stipendi lordi per finanziare una propria Fondazione, violando la volontarietà richiesta da questo tipo di operazione. Anche in questo caso, l’Ispettorato ha chiesto l’immediata eliminazione della pratica, e ne ha vietato l’inclusione in futuro. Infine, FutPro aveva segnalato che il Granada aveva inserito una clausola nei contratti che obbligava le giocatrici a rinunciare alla buonuscita in caso di rescissione, con l’ITSS che ne ha vietato l’utilizzo e ha consentito alle giocatrici di rivendicarne l’invalidità e di richiedere quindi il salario corrispondente.
Il Sindacato ha concluso segnalando che questo “è un importante precedente” e che continuerà a lottare per i diritti delle giocatrici, segnalando il coraggio di chi ha voluto presentare quelle denunce.





