La Toppserien ha introdotto una novità che i sindacati FifPro e NISO (l’Organizzazione degli Atleti Sportivi Norvegesi) chiedevano da qualche anno. La società che gestisce il massimo campionato norvegese infatti, ha introdotto l’estensione automatica del contratto in caso di gravidanza, che prende il via con effetto immediato all’attuale stagione. Quindi adesso se una calciatrice si troverà alla 12a settimana di gravidanza prima della fine del suo ultimo anno contrattuale, le sarà offerta automaticamente un’estensione del contratto di un anno alle stesse condizioni, ma chi vorrà potrà applicare la regola in maniera flessibile, purché vada a favore della giocatrice.
TOPPSERIEN, LE DICHIARAZIONI
“La decisione rappresenta un passo importante per una maggiore sicurezza per le giocatrici che vogliono coniugare sport ad alto livello e vita familiare. In un campionato con un’età media bassa come il nostro, è importante che le giovani calciatrici sperimentino la possibilità di pensare sia alla carriera sia alla famiglia” ha dichiarato nel comunicato ufficiale la Direttrice Generale della Divisione Femminile Marianne Solheim.
FINALMENTE QUELLO CHE SI CHIEDEVA DI TEMPO
L’organo direttivo della Toppserien ha così preso una decisione che le giocatrici chiedevano da tempo. La calciatrice dell’SK Brann Ingrid Stenevik lo chiedeva già nel 2023, una decina di anni dopo la sua gravidanza, in una storia che aveva raccontato a viso aperto tramite i canali FifPro, in riferimento alle critiche di Sara Björk Gunnarsdóttir al Lione.
La storia di Stenevik
“Ero così giovane quando ho avuto Lucas nel 2013 a soli 19 anni, e non avevo mai sentito di altre giocatrici incinte nel campionato, e quindi non c’erano linee guida da seguire. Non c’erano sessioni di allenamento speciali per me, nessuna assistenza dal club o dal fisioterapista – sia durante la gravidanza sia dopo la nascita del bambino – e generalmente ero lasciata ad occuparmi della faccenda da sola” raccontava nel comunicato. La calciatrice aveva ripreso ad allenarsi subito dopo la gravidanza, e seppur il suo corpo aveva fatto fatica a riprendere la sua migliore forma, e infatti segnalava che, avesse avuto un’età un po’ più matura, probabilmente avrebbe mollato.
“Continuo a sperare che continuiamo a combattere per un miglioramento per le condizioni delle mamme nel calcio, non possiamo aspettare di avere 40 anni per pensare di avere figli, ed è un altro step che obbliga una decisione tra il raggiungere l’apice della nostra carriera o diventare mamme. Nessuna dovrebbe rinunciare alla carriera per ottenere quel diritto” concludeva. Cambiamenti nel campionato, ma soprattutto garanzia di diritti, la Toppserien si pone come un campionato da seguire anche in tal senso.





