Una settimana fa avevamo riportato la lettera delle ex giocatrici del Ravenna Women, che lamentavano una serie di mancanze di rispetto e inadempienze economiche da parte della società. Il club ha comunque voluto rispondere con un comunicato stampa, che noi riportiamo per concedere il diritto di replica e dare un ulteriore punto di vista sui fatti.
RAVENNA WOMEN: LA RISPOSTA DEL CLUB
“Chiediamo l’opportunità di replica, evidenziando alcune specifiche considerazioni nella consapevolezza di chiarire e mettere in risalto il trascorso è l’attuale situazione della società” esordisce la lettera della società. “Come Riviera di Romagna Holding siamo i soci unici del Ravenna Women Football Club dal 26 agosto 2024, come facilmente verificabile da una semplice visura camerale. Ci teniamo a specificarlo perché è importante far comprendere come non vogliamo, in nessun modo, cercare giustificazioni o rispondere a quesiti derivanti da situazioni generate da altri e di cui anche noi stiamo pagando le conseguenze, come purtroppo le calciatrici che hanno firmato la lettera” segnala la proprietà del club romagnolo.
“Lo staff è formato da persone che si impegnano gratuitamente”
“Prima di entrare nel dettaglio, ci teniamo subito a esprimere però il nostro dispiacere per aver letto che nella loro stagione al Ravenna si sono sentite lese nella dignità di donne e calciatrici, questo non possiamo accettarlo. Buona parte dello staff dirigente presente in quella stagione è lo stesso ancora attualmente impegnato con la prima squadra“.
“Uomini e donne che gratuitamente impegnano il loro tempo e le loro energie per una passione e che hanno sempre fatto di tutto per le atlete, trattandole sempre con professionalità, affetto e rispetto. Sia come donne che come calciatrici” prosegue la nota. “Uomini e donne che hanno condiviso trasferte giornaliere di 700km, pranzi negli autogrill, dedicato pomeriggi e a volte giornate a portare le calciatrici a visite, palestra, stazioni, etc… il tutto, ribadiamo, gratuitamente. Per rispetto a loro non possiamo tacere di fronte quindi ad affermazioni in cui si accusa di non averle trattate con dignità” segnala il Ravenna Women.
L’acquisizione della proprietà
La lettera prosegue: “Così come non possiamo farci carico di rispondere noi ora, a nome della società Ravenna Women, di cose successe prima della nostra gestione quando era ben altra la proprietà e vi erano altri presidenti e consiglieri. L’acquisizione da parte nostra della società sportiva è stato un atto di responsabilità nel tentativo di non far fallire e quindi sparire dal territorio una realtà importante e fondamentale per il movimento del calcio femminile del territorio Ravennate“.
La situazione economica
“Eravamo a conoscenza della situazione disastrosa, sia a livello economico che sportivo, in cui versava la società fin dal termine della stagione sportiva 22/23 dove, conquistata la salvezza, erano andate via praticamente tutte le atlete della prima squadra. Avevamo avuto sufficienti raccomandazioni sulla copertura dei debiti ed eravamo confidenti che il progetto sportivo fosse abbastanza solido da poter programmare a medio termine” è un’altra delle informazioni chiave presenti nel comunicato.
Le difficoltà
“Tutti, non solo nell’ambiente prettamente sportivo, sapevano delle difficoltà. Lo sapevano benissimo anche i numerosi procuratori che hanno gestito i contatti con la vecchia e nuova proprietà e ai quali erano stati illustrati gli obiettivi (salvezza) e la situazione in fase di riorganizzazione della società”.
“Perché è giusto ricordare che anche in categorie inferiori al professionismo puro di serie A, la maggior parte dei contratti sportivi vengono discussi e definiti, prima che con le atlete, con i loro procuratori. Questo non vuol essere togliere alle calciatrici minimamente nulla di tutto quello che giustamente è stato fatto notare, come la passione, l’impegno, i sacrifici, le rinunce. Ma è anche corretto ricordare la realtà che non è sempre così “romantica” come viene descritta” annota il club.
La stagione 2023-24 del Ravenna Women
“Ritornando ai fatti, la stagione sportiva 23/24 ci ha visto parzialmente coinvolti solo per quanto riguarda la struttura sportiva d’appoggio, il Centro Soprani di San Zaccaria, e l’impegno dei volontari presenti nella gestione della struttura stessa e delle attrezzature. Le decisioni strutturali, la scelta delle calciatrici e i conseguenti contratti, la scelta dello staff tecnico e i conseguenti accordi economici, gli accordi con gli sponsor e tutto quello che era inerente la gestione della squadra furono presi dall’allora presidente in carica insieme ai facenti parte del consiglio direttivo“.
“Ricordiamo anche che il Centro Sportivo Soprani non è ad uso esclusivo del Ravenna Women ma è anche lì riferimento per il settore maschile (con il San Zaccaria fresco vincitore con la prima squadra del campionato di terza categoria) e, in ambito femminile, per il calcio A5 del CSI (vincitrici per il terzo anno consecutivo del torneo di categoria). L’affermazione quindi che il Ravenna Women disponga della gestione di impianti sportivi comunali quasi in modo “non lecito” o “fraudolento”, come si faceva intendere nella lettera che avete pubblicato, è assolutamente non veritiera e priva di qualsiasi fondamento” aggiunge la Holding.
Il passaggio tra le due stagioni calcistiche
“Al termine della stagione sportiva 23/24, chiusa con la retrocessione in Serie C e un progetto sportivo fallimentare, la situazione che ci siamo trovati di fronte era completamente compromessa, e per noi, animati dal profondo sentimento sportivo, è stato un successo riuscire a far partire la stagione sportiva 24/25 pur con tutte le difficoltà del caso“.
“Gran parte delle risorse economiche, messe a disposizione sin da subito dalla nuova società, sono state – per cause di forza maggiore – impiegate per saldare debiti contratti dalle gestioni societarie precedenti. Impegni economici urgenti resisi necessari conseguentemente all’esigenza di saldare i fornitori (del materiale tecnico; dei mezzi di trasporti noleggiati per le trasferte) poiché indispensabili al prosieguo dell’attività già in corso di esecuzione. Ne conviene che questo ha comportato un problema nella gestione delle risorse, che ha nell’immediato messo tutti in difficoltà” continua il messaggio della squadra romagnola.
Le adempienze con le calciatrici
“Con le predette risorse, con coscienza, – nel tentativo di non continuare a penalizzare le giocatrici – si è provveduto a pagare una parte delle competenze arretrate spettanti, peraltro rientranti tra i debiti contratti e cumulati dalla precedente Società, alle atlete che non risultavano più in forza nella squadra. Corre l’obbligo di precisare, al fine di ricostruire il senso di realtà, che, tra coloro che sono state liquidate dei compensi arretrati, vi sono comprese anche firmatarie della lettera inviatavi“.
“Così come abbiamo, ad esempio, consentito ad alcune atlete di restare senza alcun costo negli appartamenti di Cervia nonostante la stagione sportiva fosse terminata, anticipato coperture economiche per trattamenti relativi ad infortuni, lasciato materiale tecnico mai restituito dalle atlete ed altre spese per noi non di poco conto. E questo è un indice di attenzione nei confronti delle atlete che non dovrebbe passare in secondo piano né essere dato per scontato” prosegue la spiegazione della società.
La conclusione
“Pur sicuramente con degli errori, come Riviera di Romagna Holding, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per mantenere in vita e dare una prospettiva ad una realtà sportiva importante e con una storia di successi, ai quali, come coinvolgimento personale, abbiamo partecipato attivamente (basti ricordare le stagioni in Serie A del San Zaccaria Femminile)”.
“Voler raggiungere questo obiettivo ci ha obbligato a prenderci carico di criticità, soprattutto economiche, non nostre lasciate dalle precedenti gestioni, che non possono però essere viste come una completa assunzione di responsabilità della società attuale, che con ogni sforzo sta cercando di mantenere viva una realtà importante, ricca di esperienze e professionalità” termina infine la lettera del Ravenna Women.





