La San Marino Academy si è salvata all’ultimo minuto dell’ultima giornata, grazie al 4-4 del Bologna in pieno recupero che ha determinato la retrocessione dell’Orobica Bergamo in Serie C. Per analizzare la stagione della squadra titana, ma non solo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere in esclusiva con una delle persone artefici di questo risultato importantissimo, ovvero Mister Simone Bragantini.
LA SALVEZZA DELLA SAN MARINO ACADEMY
“Della salvezza di quest’anno si è parlato molto poco” ci ha detto Simone Bragantini, analizzando una stagione che per lui era iniziata con un preaccordo poi saltato. “Avevo sentito il Meran, avevo fatto anche tre sopralluoghi a vedere il campo e le strutture e il gruppo squadra era definito, poi ad un certo punto mi hanno avvisato che non c’erano più i soldi per l’iscrizione” ci ha spiegato il tecnico. “I miei genitori mi hanno sempre insegnato l’onestà, se do la mia parola è quella, e avevo detto no quindi ad altre società che mi avevano cercato” ha proseguito.
La chiamata dell’Academy
“A fine settembre ero sul divano, avevo appena fatto addormentare la bambina, e ho ricevuto la chiamata dal Direttore Sportivo del San Marino che mi ha chiesto: ’Ci faresti un miracolo?’, e da lì è iniziato tutto” ha proseguito a raccontare. “Sono arrivato in una squadra che ha salutato poi Brambilla e Barbieri, giocatrici di grandissima esperienza, e le ha poi sostituite a gennaio prendendo sì quattro nuove ragazze, ma che avevano caratteristiche diverse rispetto a loro, e sono comunque state fondamentali” è proseguita la conversazione.
La stagione in Serie B
“Noi abbiamo passato tutto il girone di ritorno in terzultima posizione, abbiamo scavalcato l’Orobica solo all’ultimo” ha detto Simone Bragantini. “Di titolari della precedente stagione ne erano rimaste cinque, e avevamo diverse calciatrici brave ma che non giocavano perché tornavano da degli infortuni o che non trovavano spazio” è proseguita la spiegazione. “Una mattina di gennaio mi è venuta in mente un frase, penso fosse di Marco Giampaolo (allenatore del Lecce maschile, ndr) o di Davide Nicola (tecnico del Cagliari maschile ndr) che diceva che il nostro obiettivo è salvarci all’ultimo minuto dell’ultima giornata, e ho iniziato a ripeterla alla squadra” trasformandolo in un vero e proprio mantra.
La salvezza
“Peccato solo per non essere state completamente padrone del nostro destino” ha aggiunto il tecnico delle titane, “perché avevamo perso punti pesanti in alcune gare” riferendosi soprattutto alle sconfitte interne con la Ternana (che dal 2-0 era stata recuperata sul pareggio prima di vincere 3-2), e con il Lumezzane (2-1), e il pareggio per 2-2 con l’Orobica Bergamo, che hanno visto la vittoria sfumare proprio sul più bello. “Però alla fine è stata un’emozione, mi ha ricordato la vittoria del campionato di Serie C con il Bologna. In un certo senso, è bello che la salvezza sia arrivata anche grazie ad una squadra che ho allenato” ha concluso.
L’aneddoto
Prima di salutarci però, mister Simone Bragantini ha voluto salutarci raccontandoci un aneddoto. “Durante l’ultima partita, mentre vincevamo contro la Vis Mediterranea e vinceva a sua volta l’Orobica, la nostra preparatrice atletica stava parlando con una giocatrice” e quindi commentavano la frase taumaturgica dell’allenatore, in un momento in cui nella testa delle giocatrici si affollavano diversi pensieri sull’esito del campionato. “La preparatrice l’ha tranquillizzata dicendole che, fino a quel momento, tutto quello che avevo detto si era sempre avverato“. Difatti, vista una salvezza letteralmente arrivata all’ultimo minuto dell’ultima giornata, possiamo a nostra volta dire che il tecnico ci ha preso un’altra volta.





