Il Diario Segreto di un tifoso delle Azzurre riprende il suo percorso con le vicende della seconda giornata degli Europei 2025, ricalcando come già avvenuto lo stile di Sue Townsend e le vicende di Adrian Mole, imitando lo stile di quest’ultimo nel racconto della gita in pullman per raccontare in maniera ironica come un supporter ha vissuto la partita della Nazionale italiana femminile nel secondo turno di questa edizione dei campionati, che si tiene in Svizzera.
IL DIARIO SEGRETO DI UN TIFOSO DELLE AZZURRE
Disclaimer: “Il Diario Segreto di Adian Mole” fa ampio uso dell’ironia tagliente e graffiante, e abbiamo cercato di ricalcare quello stile senza ovviamente scadere troppo nel sarcasmo.
Mattina
2:30: mi svegliano il temporale, il freddo del ventilatore e la voglia matta di correre in bagno, ma per una volta non sono sudato ed è un deciso passo in avanti.
10:00: apro gli occhi e mi accorgo che sono le dieci del mattino. Attimo di smarrimento, poi richiudo gli occhi.
11:30: sono ufficialmente pronto per svegliarmi e iniziare una nuova giornata ricca di avventure. Fortunatamente, non mie.
Pomeriggio
14:25: Anna Henderson conquista la seconda tappa e la Maglia Rosa al Giro d’Italia, il nostro articolo su Marlen Reusser, forse, non ha funzionato.
16:25: cade Philipsen per un incidente di gara al Tour de France, ritirandosi tra le bestemmie. Specie quelle di Rickaert, che sclera in direzione di Coquard, responsabile – a suo dire – della caduta del belga in maglia verde.
17:51: continuano le cadute in Francia, un belga (Merlier) batte un italiano (Milan) alla volata conclusiva. Mi consolo pensando al gol di Caruso dell’altra volta.
18:05: un collega mi chiede le probabili formazioni. Gli giro il meme del macellaio fiorentino.
19:48: la Spagna demolisce 6-2 il Belgio dopo una gara giocata alla pari per 50 minuti. Il pensiero va allo scontro diretto e i brividi iniziano a correre su per la schiena.
La partita
20:55: è il momento degli inni, un tizio a caso urla “Dai!” squassandomi un timpano e le cuffiette.
21:20: Salvai coglie la traversa, vola il primo pacchetto di fazzoletti della serata.
21:40: Martinčić ammonisce Giugliano, vola il secondo pacchetto di fazzoletti unito a delle parole non riportabili, ma il replay dà ragione alla direttrice di gara.
21:41: recupero mestamente il pacchetto di fazzoletti.
21:47: termina il primo tempo, tocca correre a legare i tendoni perché, grazie al vento, c’è il rischio che replichino il ritornello della canzone “Singapore”.
21:55: raccolgo l’ulivo, buttato giù dal vento.
21:56: raccolgo il gelsomino, buttato giù dal vento.
21:57: mentre raccolgo la lavanda, ricade l’ulivo.
21:58: raccolgo l’ulivo, cade il gelsomino.
21:59: transenno il balcone alla bell’e meglio.
22:00: vado in bagno per un pit-stop forzato, il vento fa sbattere una porta, riesco provvidenzialmente ad evitare di non schizzare l’area water.
22:22: aumenta l’ansia con la crescita del Portogallo, che inizia a prendere campo.
22:33: Girelli spedisce all’incrocio dei pali, esplodo in un urlo disumano. Mia mamma mi lancia la ciabatta ma manca il bersaglio. La nostra 10 no.
22:38: il Portogallo pareggia. Volano parole di dubbio valore morale e religioso.
22:41: l’arbitra annulla per offside. Volano parole di dubbio valore etico, ma per la gioia.
22:46: il Portogallo pareggia. Lo spoiler provvidenziale di un amico evita gli improperi, quantomeno quelli orali.
22:54: finisce 1-1, la prendo come la prenderebbe Valerio Lundini. VA BENE LO STESSOOOOOOOO, o no?
23:26: sono qua seduto a completare il Diario Segreto, pensando alla differenza reti che sarà decisiva, al Belgio, al Portogallo e agli 11 gol della Spagna. Venderanno le bambole vodoo su Amazon?





