“All’ombra dell’ultimo Tour
Si era assopito un pescatür
E aveva un solco lungo il viso
Ma Tadej lo ha irriso…“
(Qualcuno di molto simpatico)
Per l’Olanda doveva e poteva essere una giornata, se non di festa, quantomeno di sapere di aver fatto tutto il possibile per portare a casa il risultato. Invece in due sport contemporaneamente sono arrivate due mazzate psicologiche (in senso sportivo). La prima, più risonante per mediaticità, quella che Jonas Vingegaard della Visma-Lease a Bike è costretto suo malgrado ad accettare, e la seconda invece è la netta sconfitta dei Paesi Bassi contro l’Inghilterra.
VISMA: CHE BOTTA PER VINGEGAARD!
Doveva essere una buona cronometro quella di Jonas Vingegaard e della sua Visma, nella quale avrebbe dovuto perdere al massimo una ventina di secondi dal diretto rivale per la Maglia Gialla, tale Tadej Pogačar. E invece, ad un certo punto, le gambe non hanno girato più e lo svantaggio ha iniziato a dilatarsi, fino a raggiungere il minuto e tredici secondi in Classifica Generale.
Una sconfitta che, salvo sorprese, scrive già la parola fine sul Tour de France, e che complica anche la lotta per il secondo posto, vista la – prevedibile – vittoria del bicampione olimpico Evenepoel, ora con una trentina di secondi di vantaggio sul danese. E attenzione anche al sorprendente Vauquelin, peraltro prossimo al trasferimento dall’Arkéa alla Ineos. Insomma, quello che doveva essere un Tour perso per gli abbuoni e la supremazia dello sloveno in salita, e con un secondo posto mai in discussione, è diventato un GT nel quale l’obiettivo primario sarà recuperare il podio il prima possibile.
La spiegazione
Sarà probabilmente difficile trovare una spiegazione convincente alla prestazione di Jonas Vingegaard, nel senso che difficilmente si può sapere cosa può attraversare la mente di un corridore durante una cronometro. Può essere che ad un certo punto abbia eventualmente “mollato” e quindi pensato a gestirsi un po’ di più per arrivare senza fuori giri, e quindi tenersi qualcosa per le prossime tappe, ma è plausibile anche l’opposto, cioè che abbia dato tutto e che il suo tutto, per questa ITT, fosse effettivamente questo. Preme ricordare comunque la brutta caduta all’Itzulia di un anno fa (dove ha rischiato la vita) e anche una commozione celebrale rimediata quest’anno ad inizio stagione. Elementi che tolgono tanto in termini di wattaggio. E non solo.
Vingegaard non è l’unico deluso
Amarezza, seppur minore visto il valore dei concorrenti, anche per Edoardo Affini, il cronoman puro (se si può ancora utilizzare questa definizione nel ciclismo moderno) della formazione nederlandese. L’italiano è rimasto in hot seat a lungo prima di essere scalzato da Evenepoel e da Pogačar, salvando comunque un terzo posto onorevolissimo.
Delusione personale comunque dopo aver accarezzato il sogno di vincere davanti ad un parterre davvero reale, e digiuno per gli italiani che prosegue dalla tappa di Val Thorens del 2019. L’Olanda soffre anche al Giro Women, con Anna van der Breggen arrivata a 1’52” dalla vincente Sarah Gigante, e che ora si trova con un distacco simile da Marlen Reusser, ritornata in Maglia Rosa. Le neerlandesi della corsa si trovano tutte vicine in classifica (vi sono anche Rooijakkers e Kastelijn) a quasi due minuti dal primo posto.
OLANDA: MALE LA FORMAZIONE DI JONKER
Subito dopo, la nazionale dei Paesi Bassi è scesa in campo per affrontare l’Inghilterra nella seconda giornata del Girone D, consapevole che una vittoria poteva già estromettere le britanniche e spingere le neerlandesi verso i Quarti di Finale. La formazione di Jonker è scesa in campo solo formalmente, in quanto dal primo minuto non è stata praticamente mai in partita, e seppur sia vero che un controllo di Miedema al 4′ – fosse stato perfetto – avrebbe cambiato probabilmente il corso della sfida, le Oranje non hanno più riprodotto nulla di simile, e sono crollate sotto i colpi di una squadra vogliosa di riscatto.
Qualificazione estremamente in bilico: con la Francia, vincente 4-1 sul Galles, servirà un’ampia vittoria per i Quarti di Finale. Un successo di misura, al massimo, toglierebbe alle transalpine il primo posto in caso di goleada British sulle gallesi, ma la formazione olandese non può – visto il valore delle individualità – essere quella squadra che rovina i piani delle avversarie, bensì quella che fa di tutto per soverchiarle.





