Il Diario Segreto del tifoso azzurro (parte 3)

Il Diario Segreto di un tifoso azzurro riprende il suo percorso con le vicende della terza giornata degli Europei 2025, ricalcando come già avvenuto lo stile di Sue Townsend e le vicende di Adrian Mole, imitando lo stile di quest’ultimo nel celeberrimo estratto della gita in pullman, per raccontare così in maniera ironica come un supporter ha vissuto la partita della Nazionale italiana femminile, in quest’ultima giornata degli Europei.

IL DIARIO SEGRETO DEL TIFOSO AZZURRO

Disclaimer: “Il Diario Segreto di Adian Mole” fa ampio uso dell’ironia tagliente e graffiante, e abbiamo cercato di ricalcare quello stile senza ovviamente scadere troppo nel sarcasmo.

Mattina

9:30: sveglia tranquilla dopo la quarta notte trascorsa senza accendere mezzo ventilatore. Penso: “Ma che stamo al Trentino?“.

Pomeriggio

13:00: inizia la meticolosa preparazione per la serata, con cena anticipata di qualche ora (mai mangiare durante la partita se sapete che dovrete soffrire per 90 minuti).

17:58: mi accorgo di un concerto live di Emma Nolde alle 21, mi dispiaccio per l’orario e soprattutto perché a quell’ora penserò all’Italia e non alla sua musica.

18:00: preparo la cena, un bel filetto di picanha accompagnato da maionese vegana, per bilanciare.

18:35: spazzolo via picanha, maionese, pane, un paio di biscotti e mezza bottiglia d’acqua.

18:37: mi accorgo che potrei avere inspiegabili problemi di stomaco.

19:35: si manifestano i problemi di stomaco.

La partita

20:55: riguardo “l’Italia passa se…” e aggiungo parole come “prega”, “prega più forte” e “fa le macumbe”.

21:01: in telecronaca dicono “si aspetta la contemporaneità”, ma Portogallo e Belgio si stanno prendendo un caffè in panchina, mentre Italia-Spagna è già iniziata.

21:04: un’auto sotto casa sta probabilmente cercando di superare il tutorial di Driv3r ma nella vita reale.

21:05: segna il Belgio, partono le prime urla belluine.

21:10: segna Oliviero, pare l’ugola ma ne valeva la pena.

21:11: ingoio una benagol per spegnere il bruciore.

21:14: “Con i reparti compatti la Spagna sta faticando“, passano 4 secondi cronometrati e del Castillo pareggia con un gol splendido.

21:29: scrivo una lettera in inglese improvvisato alla UEFA chiedendo un improbabile cavillo regolamentare per mettere fine in anticipo alla partita.

21:40: noi tutti e tutte come Girelli, in piedi e in ansia mentre l’arbitro rivede un sospetto fallo di mano in area al VAR.

21:42: niente rigore, c’era fuorigioco prima. Piccoli sorrisi per il Portogallo, che avrebbe potuto chiedere una situazione simile nella gara di lunedì. Va benissimo così, nessuna polemica che ci rompa le uova nel paniere (oltre che qualcos’altro).

22:04: “L’Italia può anche vincere” e partono gesti apotropaici e scongiuri napoletani.

22:11: segna Guijarro con un tiro talmente beffardo che forse non era neanche un tiro.

22:26: raddoppia il Belgio, racconto la rete ad un amico improvvisandomi Francesco Repice.

22:28: il VAR annulla il gol del Belgio, il mio amico riceve un’improvvisazione alla Francesco Marcozzi.

22:49: pareggia il Portogallo, partono improperi a mezza bocca.

22:52: segna la Spagna, partono improperi ad alta voce.

22:54: segna il Belgio, si festeggia come se Wout van Aert avesse vinto una monumento.

22:55: annullano il gol al Belgio, si piange come se Wout van Aert fosse stato battuto da Neilson Powless (e facendo finta non sia successo davvero).

22:58: segna finalmente il 2-1 il Belgio, ci si rilassa e ci si accorge che la maglia, sotto le ascelle, ha una consistenza diversa dal resto.

23:00: non c’è tempo per elaborare. Si va ai Quarti e ad ascoltare post-gara improvvisati su X e Instagram. Mercoledì almeno ci sarà la quarta pagina del diario segreto.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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