L’Hednesford Town ha una storia “familiare”

L’Hednesford Town è una delle tante squadre di calcio femminile che ha una storia da raccontare. E l’FA Cup, di conseguenza, è la competizione che permette di poterle vivere tutte assieme, come ogni anno, per un torneo che fa di questo la sua essenza. La squadra nello specifico, come riportato da Suzanne Wrack sulle pagine del Guardian, conta in rosa sia una mamma, sia sua figlia.

CHE STORIA L’HEDNESFORD TOWN!

Risulta quindi molto interessante la storia dell’Hednesford Town, e delle protagoniste, la 38enne attaccante Hazzana Parnell e la 16enne Remaya Osbourne, che gioca nello stesso ruolo. Per Parnell, una lunga carriera calcistica con le maglie di Aston Villa, Birmingham City, Fulham, Charlton, Nottingham Forest e West Bromwich, allenata anche da Matt Beard per un breve periodo di tempo, oltre ad alcune presenze con la Nazionale U19. La maternità la aveva allontanata dal calcio, ma poi l’amore per lo sport l’ha riportata laddove apparteneva.

La storia di mamma e figlia

Curiosamente, la scelta di tornare a giocare è arrivata quando l’ex compagna di squadra Laura Hodgkiss, allenatrice dell’Hednesford Town Women, le ha proposto di giocare. E allora il resto è venuto da sé: “Quando giocavo qui, ho portato Ramaya a giocare, e Laura le ha detto che l’avrebbe fatta firmare per giocare lì“. “Siamo molto connesse l’una all’altra, abbiamo la stessa visione di gioco, io capisco la sua e lei la mia” ha dichiarato Osbourne nell’intervista di Wrack. “Sono cresciuta con questo sport, mi divertivo ad andare a vedere mio papà giocare, mentre mia mamma mi portava ai suoi allenamenti” prosegue.

L’accessibilità

Parnell racconta un dettaglio importante sull’accessibilità del calcio per donne e bambine: “Ho incontrato molte difficoltà. Ad esempio, quando mio fratello giocava per il Derby County ero solita pregare il coach per farmi giocare, e mi dava la possibilità gli ultimi 10 minuti alla fine dell’allenamento. Era davvero difficile trovare altri gruppi di ragazze che giocassero, ma Ramaya invece è cresciuta in un ambiente così. È bello vedere che sono stata in qualche modo anch’io parte nella costruzione del percorso creato anche per lei, e a cui può avere accesso adesso“.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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