La Nazionale Femminile esce da Orlando con uno 0-3 che, ad un primo sguardo, può sembrare una sconfitta negativa, e invece evidenzia comunque uno step in avanti, quantomeno rispetto a quanto visto nelle precedenti amichevoli contro Giappone e Brasile. Nella serata americana, nonostante il risultato, sono spiccate le prestazioni di alcune azzurre più di altre, che rivediamo e analizziamo nelle nostre pagelle.
NAZIONALE FEMMINILE, LE PAGELLE POSITIVE
La giocatrice che a nostro parere esce con la sufficienza piena (6,5) è sicuramente Giada Greggi, che si è battuta a centrocampo contro avversarie più esperte e più fisiche, e dal cui confronto non esce battuta nonostante il punteggio; oltre al lavoro sporco, in fase offensiva, specie nel primo tempo, ha trovato anche alcune trame interessanti, come lo scavetto che ha portato al tiro di Beccari stoppato al 37′. Prestazione molto importante che dà continuità alle precedenti uscite.
Menzionata Beccari, la sua prestazione è una sufficienza con riserva, più che altro per quel pallone che poteva essere controllato meglio al 39′, che chissà, avrebbe potuto dare un altro peso alla serata; voto simile per Cantore, che come attenuante ha l’aver dovuto svolgere molti più ripiegamenti difensivi da quelli solitamente richiesti. Un dettaglio del primo tempo ne evidenzia la crescita ulteriore: dopo aver recuperato una palla nella propria area di rigore, la si è vista proporre un’azione offensiva nella metà campo avversaria una manciata di secondi subito dopo.
6 anche per Cambiaghi (tante battaglie per il controllo del pallone e creatrice dell’unica opportunità italiana del secondo tempo) e per Giuliani, che se non ha dovuto compiere interventi straordinari è rimasta incolpevole sui gol ed è stata sempre attenta in ogni situazione, il che ha permesso alle sue di uscire con l’onore delle armi nonostante le continue sollecitazioni.
NAZIONALE FEMMINILE: ALLA DIFESA SERVIRÀ UNO STEP IN AVANTI
In sfide di questo calibro, la prestazione difensiva è lo strumento principale per valutare come effettivamente la squadra è stata disposta in campo, e quantomeno tutte le giocatrici di questo reparto, comprese le subentrate, hanno dato tutte il massimo, e questo è senza dubbio l’elemento più lodevole. Purtroppo, siamo comunque costretti a non andare oltre al 5, visto che in queste gare contano soprattutto i dettagli, e in questo caso c’è ancora qualcosa da limare.
Partiamo da Linari, che forse è quella che si è distinta di più nella lotta, ma che sul taccuino porta il non aver concretizzato da pochissimi passi un’occasione ghiotta al 9′, altra sliding door che avrebbe potuto dare un boost al morale e alla mentalità. Per Lenzini, il discorso è legato all’essere stata superata da Moultrie nell’occasione che ha sbloccato il match dopo 2′ minuti, rete che – grazie al carattere della squadra e comunque di Lenzini stessa – non ha compromesso la tattica iniziale.
Le esterne, infine, raramente sono riuscite a trovare le energie per supportare le manovre di attacco, sia per l’atteggiamento tattico delle avversarie che non l’ha permesso, sia per una serata che è stata onerosa dal punto di vista del dispendio. Alcune situazioni avrebbero dovute essere lette meglio, come nel caso della seconda e terza rete (subentrate entrate leggermente a freddo).
STATI UNITI, CHI LA MIGLIORE IN CAMPO?
La Nazionale Femminile Statunitense esce a sua volta soddisfatta della partita e dell’atteggiamento dimostrato, in una serata in cui Rose Lavelle (7) si prende lo scettro di MVP, con una forma smagliante e uno smalto rinnovato, seppur pesino sulla valutazione generale almeno due reti sprecate che avrebbero potuto dare ben altra sostanza al punteggio. Buona anche la prova di Macario (7 con riserva), autrice della doppietta decisiva, seppur sul secondo gol rimangano dubbi circa la posizione.





