Il 2025 del Power Metal italiano si è chiuso, tra le diverse pubblicazioni, con l’uscita di Evertale degli Elettra Storm, band formatasi di recente sfruttando lo stop forzato della pandemia e cercando di coniugare l’energia del genere con il mito di Elettra. La passata annata ha visto il loro debutto con Powerlords, mentre quest’anno è stato marcato dall’uscita del loro secondo full-lenght.
ELETTRA STORM, UNA RECENSIONE DELL’ALBUM
Non essendo particolarmente ferrati in materia – la musica ci piace ascoltarla, e basta – non ci dilungheremo in una recensione irta di tecnicismi e di analisi dettagliate, ma ci concentreremo sulle sensazioni che ci ha dato l’ascolto, il più possibile sincere. Dovessimo esprimerci con una pagella calcistica (forse quello che è il lavoro che ci riesce meglio), potremmo esprimerci con un bel 7 pieno.
Perché “Evertale” merita 7
Il voto 7 nasce coadiuvando i vari elementi, da un inizio solido ma forse poco ispirato, ad una fase centrale blanda, ma è stato il finale a chiudere in crescendo alzando decisamente la valutazione, forse con qualche sorpresa. Il power metal italiano ci ha un po’ abituato ad album discreti, con pezzi comunque memorabili, ma a volte capita che, verso il finale, qualche idea si perda, per un suono che tende a rimanere quasi invariato.
Sicuramente meno noioso di album come Imperium dei Macbeth (la band heavy/thrash di Erfurt), ma a volte il risultato tende a scricchiolare. In questo caso l’effetto è stato opposto, con un inizio godibile ma con melodie forse già sentite, mentre il finale ha avuto un colpo di coda verso l’alto decisamente degno di menzione. Pezzi come “Master of Fairytales“, “One Last Ray of Light“, “Judgement Time” e “If Stars Could Cry” fanno venire la voglia di riascoltare l’album daccapo, e questo ci sembra il complimento migliore che si possa fare per l’opera della band nata a Trieste.
I singoli di Evertale
Sono tre i singoli sinora estratti dall’album. Il primo, quello che ne ha annunciato l’uscita, è stato Blue Phoenix, a nostro parere il migliore dei tre, che si intreccia alla mitologia e alla simbologia della fenice, parlando di rinascita, evento che molti di noi hanno iniziato a sperimentare dopo periodi molto bui, molti arrivati proprio dopo la pandemia, e quindi il discorso calza a pennello.
Ad annunciare l’uscita del disco su tutte le piattaforme, è invece stato Hero Among Heroes, un pezzo solido ma secondo noi poco ispirato. Di recente è stato pubblicato Ride the Rainbow, il quale dovrebbe essere la “ballad” della band triestina, ma paradossalmente potrebbe essere tra gli elementi più deboli di Evertale. Considerando che chiude la prima metà dopo Endgame (il pezzo iniziale, che dà la giusta carica) e The Secrets of the Universe (forse il brano più dimenticabile), la nostra valutazione stava scendendo verso il basso.
La risalita finale
E forse proprio la rinascita della fenice si concretizza nei quattro pezzi che portano verso la conclusione dell’esperienza, e a nostro parere – assieme al singolo iniziale – la parte migliore di tutto Evertale, con anche la sensazione che almeno uno di questi quattro brani avrebbe dovuto essere pubblicato come singolo. “Ride the Rainbow” viene completamente surclassata da “Master of Fairytales” e “One Last Ray of Light“, ma pure “If Stars Could Cry“, la nona e ultima traccia, che lascia nell’aere anche una vena emozionale che, anche con un po’ di malinconia, ci fa premere il tasto stop al termine della riproduzione.
La conclusione
Gli Elettra Storm contribuiscono così al power metal italiano, con un album solido che chiude con un bel crescendo e ci fa ben sperare per la prossima pubblicazione. La band di Trieste si classifica tra le realtà più interessanti del panorama, e sicuramente andrà tenuta sott’occhio per quello che potrà essere il terzo album in studio. Il 2026 si preannuncia così interessante, tra i live di promozione ed eventuali nuove uscite di altre band, tra tutte i Temperance, che a loro volta hanno già annunciato che pubblicheranno un disco, con dettagli da rivelare. L’ottima risposta alla domanda “Ma il metal è morto?” è quindi: “No, per me è ancora in circolazione“.





