Venerdì 19 dicembre sono stati resi noti i Premi UEFA dedicati alle cifre dei club della Serie A Women, con 9 milioni complessivi distribuiti a nove società. Vediamo e analizziamo i guadagni.
PREMI UEFA, I SOLDI PER LA SERIE A WOMEN
Il grosso dei premi UEFA è finito alla Juventus, che ha incassato ben 415mila€ dalla manifestazione, e sono cifre ragguardevoli se si considerano i 505mila€ già incassati per aver avuto accesso alla League Phase di Champions League e i vari bonus tra vittorie e accesso alla fase ad eliminazione diretta. Segue la Roma con 256’230€, a loro volta aggiunti al bonus dell’Unione messo a disposizione per la qualificazione alla fase campionato.
In questa speciale classifica, terza la Fiorentina, che ha incassato 204’765€, mentre l’Inter – che ha preso parte ad entrambi le competizioni europee – ha incassato 117’165€, meno della Lazio (127mila€) e poco meglio del Milan (111’690€). Incassi minori, ma comunque significativi quantomeno visti gli obiettivi, per Sassuolo (65’700€), Como Women (10’950€) e persino per la Sampdoria, oggi in Eccellenza (17’520€).
QUELLO CHE I NUMERI NON RACCONTANO
Come emerge dai dati, alcuni club hanno molto beneficiato dei premi UEFA, con quelli partecipanti alla Champions League che possono gloriarsi di questo, ma bisogna ricordare come i club italiani fatichino ancora a costruire un modello di business sostenibile, con le entrate soprattutto dai diritti TV che sono poco remunerative. Di fatto, questo e le mosse di mercato sono le uniche entrate significative per i club, e quindi ci sarebbe bisogno di studiare una strategia per rendere il professionismo italiano sostenibile.
Per chi non partecipa alla Champions League, ma non ha nemmeno l’attrattiva che fornisce il nome derivante dal maschile, la realtà è ancora più difficile, con il solo Como Women che in questo momento si trova attivamente coinvolto nella lotta per l’alta classifica, e ha l’attrattiva di una società come Mercury/13, attivissima sul settore business, mentre il Sassuolo sta vivendo una stagione transitoria (in lotta per la salvezza e addirittura fuori dalla Coppa Italia), e la Sampdoria Women è stata costretta a ripartire dall’Eccellenza dopo la mancata iscrizione in Serie B.
Il calcio femminile italiano è sicuramente in crescita rispetto al suo passato, ma rimane un movimento precario che si regge molto grazie ai club professionistici maschili, ma i costi aumentano e per molte altre realtà nazionali è difficile restare a galla in un clima in cui la competitività aumenta sempre di più. Nel 2026 ci sarà ancora il rischio che il fondo destinato al professionismo venga tagliato, e potrebbe quindi essere necessario ragionare sul sistema in un’ottica a medio-lungo termine.





