La Women’s Super League tra lo United e le prospettive di mercato

La Women’s Super League è attualmente il miglior campionato femminile europeo, ma il passaggio di Lea Schüller dal Bayern Monaco al Manchester United e il caos NWSL legato al Salary Cap per trattenere i migliori talenti, possono lanciarlo come campionato di riferimento globale per il movimento. Come provare ad analizzare in prospettiva tutto ciò?

WOMEN’S SUPER LEAGUE, CHE TRASFERIMENTI GIÀ A GENNAIO

Attorno al Manchester United c’è sempre stato dello scetticismo, vista la poca cura con cui è stata trattata la formazione femminile da parte della propria società, nonché a diverse mancanze di rispetto a livello umano, come nel caso di Geyse Ferreira. Nel 2023-24, le Red Devils si erano presentate alla Champions League con una rosa incompleta, e soprattutto l’attacco era il reparto meno rinforzato dalla sessione di mercato, con l’assenza di una punta di ruolo, tanto che l’eliminazione con il PSG non ha sorpreso, e un campionato chiuso addirittura dietro al Liverpool.

Quest’anno invece, la rosa è sicuramente più completa e affiatata rispetto all’epoca, e soprattutto il percorso europeo è stato tra il sorprendente e il soddisfacente, con la formazione che si trova in corsa contemporaneamente per un posto in Europa, per le coppe e per entrare tra le migliori otto squadre della Champions League.

Un’appetibilità che viene sottolineata dall’ufficializzazione dei trasferimenti di Hanna Lundkvist e Lea Schüller; se nel caso della svedese, il trasferimento avviene al termine della stagione di NWSL, nel caso della tedesca la calciatrice ha lasciato il Bayern Monaco mentre la stagione è ancora in corso. Basterebbe questo ad indicare quanto la Women’s Super League sia cresciuta come appetibilità.

LE PROSPETTIVE FUTURE

Considerando che il mercato del Manchester United non è ancora finito (si vocifera di “almeno un altro colpo“), e la rapida evoluzione di suddetto mercato, è possibile che per le prossime cinque stagioni, le emozioni più grandi arrivino proprio dall’Inghilterra, che rischia di arricchirsi attirando tutte le migliori giocatrici non solo d’Europa, ma anche del mondo, sorpassando in caso la NWSL.

Per contraltare, la Women’s Super League rischierebbe così di monopolizzare il calcio femminile, avendo non solo il miglior campionato del mondo, ma anche avendo le squadre più forti del mondo, con la forte minaccia che le squadre inglesi possano contendersi in successione le edizioni della Champions League e della Champions Cup (poi Mondiale FIFA per club), con lo spettacolo ai limiti del garantito ma con una competitività a questo punto rivedibile.

Non esistendo una strategia globalizzata per il calcio femminile, la Super League rischierebbe quasi di mettere in ombra tutti gli altri campionati, con la possibilità che non esista una zona cuscinetto per poter avere delle squadre che ambiscano a quel livello. Se si considera poi come siano, ad oggi, soltanto due i campionati che riescano a trarre un beneficio economico dai diritti televisivi (la stessa WSL e la NWSL), vendere i diritti all’estero, il mercato più proficuo sulla carta, potrebbe essere un vero e proprio incubo.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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