La Federcalcio Palestinese denuncia l’arresto di due calciatrici

La Federcalcio Palestinese ha rilasciato una comunicazione ufficiale, nella quale ha dichiarato che “condanna con la massima fermezza l’ingiusto arresto, avvenuto oggi da parte delle autorità israeliane, delle calciatrici della Nazionale femminile palestinese Rand Al Halawani e Natalie Abu Dayyeh. Rand e Natalie sono giovani giocatrici internazionali che hanno rappresentato con orgoglio la Palestina sia a livello giovanile che senior. Il loro arresto non è un episodio isolato: fa parte di un modello ben documentato di presa di mira sistematica degli atleti palestinesi, che continua senza alcuna forma di responsabilità“.

La denuncia della Federcalcio Palestinese

Ciò a cui sono sottoposti i calciatori palestinesi non sono semplici “preoccupazioni”: si tratta di violazioni chiare del diritto internazionale, degli statuti FIFA e dei principi fondamentali della Carta Olimpica. Gli atleti palestinesi vengono regolarmente privati della libertà di movimento, della sicurezza e del diritto basilare di praticare sport in condizioni di uguaglianza – diritti che la FIFA garantisce esplicitamente a tutti i giocatori nel mondo senza discriminazioniprosegue il comunicato.

Secondo quanto riportato da Mundo Pelota, l’accusa nei riguardi di Rand Al Halawani – arrestata martedì – riguarderebbe il “lancio di oggetti” in una manifestazione a Gerusalemme Est, con le autorità di occupazione che hanno arrestato, oltre alle calciatrici, anche altre tre donne accusandole di “promozione di attività terroristiche” (riporta Pallonate in Faccia) secondo un pattern molto comune nell’area, come diverse autorità per i diritti umani denunciano da decenni.

Il continuo silenzio e l’inazione della comunità calcistica internazionale non rappresentano solo un doppio standard: permettono che queste pratiche illegali continuino impunemente. Da anni la PFA denuncia queste violazioni attraverso i canali ufficiali, ma ad oggi non è stata presa alcuna misura seria o proporzionata nei confronti di Israele all’interno del sistema calcistico globale. Questo fallimento non ha fatto altro che rafforzare la percezione – e la realtà – di un’applicazione selettiva delle regole” prosegue la Federcalcio Palestinese.

Se la FIFA vuole rispettare i propri statuti, che si impegnano a tutelare i diritti umani, la non discriminazione e l’integrità del gioco, allora devono essere adottate misure decisive. La responsabilità non può rimanere opzionale, né applicata in modo selettivo. La PFA chiede alla FIFA, alle confederazioni continentali e alla più ampia comunità sportiva internazionale di andare oltre le dichiarazioni e di adottare azioni disciplinari concrete nell’ambito calcistico per affrontare tutte le violazioni di questo tipo“.

La persecuzione degli atleti palestinesi deve finire. L’impunità deve finire. I doppi standard devono finire. Libertà per Rand Al Halawani e Nadine Abu Dayyeh. Giustizia per il calcio palestinese” conclude il comunicato la Federcalcio Palestinese.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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