Questo weekend è scoppiato un piccolo caso che riguarda lo Stade de Reims femminile, con il club che ha rilasciato un comunicato nel quale dichiara di non essere intenzionato a chiudere la sezione femminile, ma le giocatrici hanno rilasciato una lettera in cui la situazione sembra decisamente più grave e complicata di quanto non sembri.
Stade de Reims femminile, cosa succede?
“Quando abbiamo constatato un progressivo disimpegno da parte del club nelle ultime due stagioni, non abbiamo detto niente. Quando questo disimpegno è ricaduto pesantemente sulle nostre condizioni salariali in questa stagione, non abbiamo detto niente. Quando abbiamo dovuto condividere gli spazi e rinunciare allo spogliatoio principale dell’edificio femminile a favore della squadra maschile riserve – edificio peraltro sovvenzionato, anche dalla regione, per promuovere il calcio femminile – non abbiamo detto niente“. Si apre così la lettera delle calciatrici.
Nell’ultima stagione, lo Stade de Reims femminile si è salvato in Seconde Ligue dopo esser retrocesso l’anno prima dalla Première Ligue per una rete subita nel recupero finale dell’ultima giornata di campionato, e non ha avuto i mezzi per lottare sin da subito per risalire. “Tutte le giocatrici che compongono questa squadra oggi, e che l’hanno composta in passato, si sono sempre battute in campo per far salire e mantenere questo club al più alto livello del calcio femminile francese“.
“Oggi, non possiamo più tacere. Nonostante tutti questi sforzi, sembra che la nostra sezione femminile sia attualmente minacciata da una retrocessione amministrativa in D3 o addirittura in R1 (quarta serie, ndr)” denunciano. “Una decisione che giudichiamo profondamente ingiusta per tutte le persone che hanno lavorato attorno alla squadra. Metterebbe in pericolo lo status professionistico delle giocatrici della prima squadra, il futuro delle nostre squadre giovanili e le speranze della sezione di continuare a esistere a livello nazionale“.
La cosa più grave però, a detta delle calciatrici, è la seguente: “Ci teniamo a ricordare che questa situazione non deriva né da un fallimento sportivo, né da una mancanza di impegno da parte nostra. Oggi (venerdì, ndr) desideriamo esprimere la nostra tristezza, la nostra rabbia e il nostro sentimento di abbandono di fronte a una decisione sulla quale non abbiamo avuto alcun potere“.
La risposta del club
Il club ha rilasciato un comunicato stampa nel quale ha sottolineato che: “No, lo Stade de Reims non interrompe la sua sezione femminile” e che anzi “prosegue infatti pienamente il proprio impegno a favore dello sviluppo della pratica e continuerà a far crescere, all’interno del Centro di vita Raymond Kopa, oltre un centinaio di tesserate, facendo della società il più grande club di calcio femminile del territorio e il suo principale attore“.
“Rilanciata nel 2014, in linea con una volontà sostenuta e dichiarata da lungo tempo dal suo Presidente fin dal suo arrivo alla guida del Club nel 2002, la sezione femminile ha conosciuto da allora una crescita importante e ha permesso a decine di giovani giocatrici di emergere ai massimi livelli nazionali e internazionali. Questa missione di formazione, accompagnamento e valorizzazione dei giovani talenti rimane al centro del progetto della sezione femminile dello Stade de Reims. Una filosofia che guida anche l’intera politica di sviluppo del Club, sia nei percorsi maschili che femminili“.
In seno al comunicato stesso però, risuona una grandissima contraddizione rispetto a quanto dichiarato: “L’evoluzione costante delle esigenze regolamentari, organizzative e strutturali, imposte in un contesto economico generale del calcio francese particolarmente difficile, non permette al Club di mantenere l’iscrizione della prima squadra in un campionato nazionale“. “Di fronte a questa realtà, e per garantire la sostenibilità del suo progetto femminile, lo Stade de Reims ha quindi scelto di concentrare le proprie risorse sul mantenimento e sullo sviluppo duraturo dell’intera sezione femminile“. Non esattamente quello che le calciatrici volevano sentirsi dire.
La situazione riassunta in breve
Come analizza Première Ligue Reporter, il comunicato del club evidenzia due paradossi: il primo, è che la società mentre sottolinea da un lato la volontà di proseguire l’impegno nel calcio femminile, dall’altro non ha volontà di iscriverla in un campionato nazionale, preferendone uno regionale o circoscritto ad una determinata area per contenerne le spese; il secondo, che mentre il Reims si impegna a far crescere il livello, dall’altro sostiene che la professionalizzazione costa troppo.
Di fatto vengono ribaltati i ruoli, con il disinvestimento che diventa un’accusa velata al calcio femminile di “costare troppo“, invece di portare avanti un reale progetto di professionalizzazione. In Francia purtroppo non è il primo caso in cui un club cerca di disimpegnarsi dal movimento in maniera silenziosa. Il caso Dijon ha aperto uno spiraglio per una convenzione collettiva, che però in questo momento, se utilissima per il futuro, rischia quasi di non trovare applicazione nell’immediato presente.





