Il calcio femminile cresce e continua a conquistare visibilità, quantomeno per ciò che riguarda i campionati principali dei principali continenti. Altri sport femminili vivono in un limbo, tra quelli che sono comunque assicurati la propria dignità mediatica, come la pallavolo o la nazionale di basket, e quelli che stanno tutt’ora combattendo per una copertura maggiore, che naturalmente inciderebbe solo in positivo sulla loro. Tra di essi c’è il ciclismo.
Una testata di calcio femminile che si interessa al ciclismo
L’ultimo Giro d’Italia ha nuovamente evidenziato quanto sia necessario avere, quantomeno per i Grandi Giri e le classiche monumento, la diretta integrale. La tappa finale, vinta da Elisa Longo Borghini ha visto Demi Vollering vincere la classifica generale, conquistando così la Tripla Corona, diventando solo la seconda ciclista a riuscire nell’impresa dopo la connazionale Annemiek van Vleuten, e quarta totale con Fabiana Luperini e Catherine Marsal, che hanno conquistato – oltre a Giro e Tour – anche il Tour de l’Aude, terzo GT fino al 2010.
La frazione conclusiva, da Saluzzo a Saluzzo, è stata la tappa dei ribaltoni, quelli che avrebbero dovuto vedersi nella giornata antecedente, nella quale però la corsa è stata tagliata a un chilometro dello scollinamento del mitico Colle delle Finestre per una possibile frana. Come avvenuto per ogni singola tappa, la diretta integrale non è stata svolta per scelte dall’alto, in parte anche comprensibili dal punto di vista economico per un pubblico generalista.
Il ciclismo femminile però, sta via via raccogliendo sempre più tifosi, che per le tappe dei Grandi Giri (8 contro le 21 della controparte maschile) e le classiche – Roubaix, Fiandre, Liegi e Sanremo (assente ancora il Lombardia) – richiedono una diretta integrale. Anche perché l’ultima tappa del Giro 2026 si è decisa quasi del tutto sul primo Gran Premio della Montagna di Prima Categoria e nella discesa immediatamente successiva, il tutto a telecamere spente, con la Maglia Rosa van der Breggen e Demi Vollering che stavano subendo l’attacco di Antonia Niedermeier.
La diretta ha permesso di poter vedere l’attacco decisivo di Demi Vollering, ma se la frazione fosse stata trasmessa integralmente, avrebbe il tutto avuto un altro sapore, considerando che di fatto è stata una delle giornate più storiche del ciclismo femminile contemporaneo. Uguale discorso per la frazione numero 5, che ha avuto una grande battaglia perché si formasse la fuga di giornata.
Si può obiettare che la diretta integrale manchi anche in molte corse maschili (su tutte la Vuelta, che la prevede solo per le frazioni di montagna), ma va anche detto che in qualche modo si riesce lo stesso a ricevere aggiornamenti in tempo reale sulla corsa. Nel femminile non succede nemmeno quello a volte, o gli aggiornamenti sono sporadici e non così ricchi di informazioni. Una diretta integrale cambierebbe la percezione intera di determinate corse e spingerebbe il ciclismo praticato dalle donne ad avere molta più considerazione.





