Europei femminili giovanili: U17 alla Germania, U19 alla Spagna

Gli Europei femminili giovanili U17 e U19 sono giunti alla loro naturale conclusione, e pur non partecipandovi l’Italia, hanno lasciato comunque spunti riflessivi. Germania e Spagna confermano dunque il loro valore, con le tedesche che hanno conquistato il loro nono titolo U17 e le iberiche il loro ottavo titolo U19, peraltro quinto consecutivo nel loro caso.

Europei femminili giovanili, cos’è successo nelle due edizioni

Venendo alla cronaca, la Germania conquista il titolo U17 dopo aver superato la fase a gironi con due vittorie (3-1 alla Norvegia e 1-0 all’Inghilterra), cedendo a sorpresa alla già eliminata Irlanda del Nord nel turno conclusivo, per poi imporsi per 4-3 ai rigori in semifinale contro la Spagna e battendo la Francia per 1-0 grazie al gol di Kleeman al 29′. Le transalpine avevano conquistato con 9 punti il proprio girone (5-0 alla Polonia, 1-0 alla Spagna e 4-1 alla Finlandia) e superato le norvegesi per 3-1 ai rigori dopo l’1-1 dei regolamentari. Lo spareggio che dava l’accesso al Mondiale di categoria l’ha vinto la Polonia, che si è imposta per 2-0 sull’Inghilterra.

Per la Spagna, l’Europeo U19 è cominciato con il 2-2 contro la Svizzera, prima del 4-0 all’Islanda e il 2-1 all’Austria, che si è classificata tra le rivelazioni del torneo (e proprio nel gruppo delle spagnole, all’ultima giornata Islanda-Svizzera 3-4 è stata probabilmente una delle gare più appassionanti). In semifinale, netto 3-0 alla Svezia e successo in finale contro la Germania, determinato da una bella rete di Irune Dorado. Teutoniche in finale grazie all’1-0 ai supplementari contro l’Austria, e girone concluso con 7 punti per il 5-0 alla Bosnia, l’1-1 con la Polonia e il 2-0 alla Svezia.

Le riflessioni

A livello giovanile è indubbio che Germania e Spagna abbiano trovato le generazioni migliori dal punto di vista quantomeno dei risultati, mentre altre Nazionali vanno più a fasi generazionali. Sorprende in caso un’Inghilterra in difficoltà, rispetto ad una Nazionale Maggiore che ha conquistato due Europei ed è arrivata in finale al Mondiale. Ovviamente il confronto in negativo non serve per sminuire un settore giovanile che va continuato a sviluppare – le dinamiche sono diverse dalla Prima Squadra – ma evidenzia comunque una differenza di velocità.

La Polonia conferma invece un discreto biennio, ponendosi come formazione che può, in futuro, pensare di qualificarsi con una certa regolarità alle competizioni quantomeno continentali, e la Svezia invece sembra quasi sempre potersi arenare sul più bello, nonostante disponga di un settore giovanile talentuoso. Francia e Norvegia belle conferme, l’Austria è stata una rivelazione nell’anno in cui, con l’Austria Vienna, ha emozionato diverse persone in Europa Cup. Generazione da seguire con attenzione.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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