L’allenatrice del Grei, Nora Hjorth Kjelvik, ha condiviso una lettera tramite il proprio profilo social, per esprimere i propri sentimenti riguardo alla scomparsa di Selma Amanda Hagfors Hättestrand, sorella di Maren Hagfors Thoresen del Røa (Toppserien, mentre il Grei gioca in 1. Divisjon, quindi in seconda serie), che all’età di 16 anni, in base a quanto si può dedurre dal post della Federazione, pubblicato in data 1° agosto, potrebbe essersi tolta la vita.
Nora Hjorth Kjelvik, la lettera
“Sono un’allenatrice di calcio. In questo mestiere ci si trova davanti a scelte quotidiane, spesso banali e, per alcuni, di scarsa utilità sociale. Una professione così aperta che si può praticamente scrivere da soli la propria descrizione del ruolo. Io, come molti altri, ho quindi scelto di essere qualcosa di più” apre la coach del club. “Come fare quel colloquio in più con una giocatrice, come rispondere ai messaggi a tarda sera, come fare domande, dare una mano, imparare a conoscere la persona nella sua interezza” prosegue, elencando i suoi princìpi.
“Essere di più dà più di quanto costi. Crea legami di fiducia unici, apre porte che altrimenti resterebbero chiuse. Mi dà la possibilità di imparare e di crescere. Grazie agli altri e insieme agli altri. Ogni singolo giorno. E poi ci si ritrova in una situazione in cui i conti non tornano più. In cui il mondo si ferma, e molte cose perdono il loro valore. In cui innumerevoli passeggiate, conversazioni e messaggi improvvisamente diventano solo un ricordo. È allora che essere “di più” comincia a costare” prosegue Nora Hjorth Kjelvik, sottolineando il peso emotivo.
“Non abbiamo perso una calciatrice. Abbiamo perso una persona, con valori, con un’influenza, con un posto nel mondo. Una ragazza giovane, con dei sogni. Una delle più coraggiose che io abbia mai conosciuto. Che combatteva una battaglia invisibile, e che ha avuto il coraggio di lasciarmi entrare. Per questo era la più coraggiosa. Per questo è la più coraggiosa” va avanti, spiegando la situazione.
“Sono un’allenatrice di calcio che ha scelto di essere qualcosa di più. E anche se il dolore è insopportabile, continuerò a essere di più. È il punto più importante della mia descrizione del ruolo. Abbiamo bisogno che più persone osino essere di più” conclude, prima di pubblicare tutti i numeri per la prevenzione e la salute mentale, che rafforzano dunque l’ipotesi emersa. In Italia sono a disposizione il Telefono Amico (0223272327) e rimane disponibile anche il Telefono Azzurro (19696).





