Camerun-Malawi 3-0: la WAFCON 2026 si chiude con un’altra grande emozione

Camerun-Malawi chiude la WAFCON 2026 con un risultato sorprendente soprattutto per il suo svolgimento, un 3-0 camerunense che non ammette repliche e permette alla formazione di Nguele di scrivere il proprio nome nell’albo dopo aver vinto un girone equilibrato contro Mali, Ghana e Capo Verde, ed eliminato le favoritissime della Nigeria e il Marocco padrone di casa, con uno sviluppo che, se da un lato ha evidenziato comunque dei limiti tecnico-tattici, dall’altro ha temprato la mentalità delle giocatrici.

Del Malawi abbiamo detto che non esistono solo le Chawinga, ma il piano di gioco alternativo, qualora le due attaccanti non dovessero disporre degli spazi nei quali infilarsi, non è stato ancora preparato, e dopo una decina di minuti in cui le sfuriate delle due sorelle non hanno mutato il corso dell’incontro, le avversarie ne hanno preso le misure e le hanno neutralizzate, concedendo loro solo due occasioni intorno all’ora di gioco, con Bihina decisiva su Tabitha mentre Temwa ha poi spedito fuori il possibile tap-in. Tanto materiale su cui lavorare.

La finale si sblocca e quindi si decide al 20′ con Manga, a segno di testa dopo che un altro tentativo di testa, ad opera di Mendoua, era rimbalzato per terra toccato da Sikelo, e poi aveva terminato il suo corso contro la traversa, prima appunto di essere raccolto dall’attaccante per l’1-0. Raddoppia Eto (provocando l’esultanza di Eto’o, in tribuna) al 29′, chiudendo con una mezza rovesciata di prima intenzione sugli sviluppi di un calcio d’angolo, e chiude i conti Manga nel recupero con un altro colpo di testa, sfruttando un assist proprio di Eto che aveva superato un’incerta Sikelo.

Si chiude una WAFCON 2026 apertasi con le difficoltà di trasmissione univoca, ma ciononostante lo spettacolo in campo si è dimostrato degno di una maggiore copertura mediatica in futuro, dimostrando come il calcio africano, come spettacolo e generazione di emozioni, sia tutto fuorché inferiore a quello europeo. Ovviamente, come avvenuto nel maschile, ad oggi è difficile pensare ad un’africana oltre agli Ottavi, seppur alcune formazioni, almeno sulla carta, valgano molto di più di quanto mostrato.

La differenza è anche geopolitica, e finché in molte federazioni (Europa compresa) giocare a calcio femminile sia già di per sé una vittoria – figurarsi farlo di lavoro – il movimento non crescerà mai a livello globale, o comunque dipenderebbe solo da quei bacini che si sono dimostrati capaci di generare utenza. E se la massima competizione continentale non viene sponsorizzata a dovere e trattata con il dovuto rispetto proprio da parte chi dovrebbe spalancarne il futuro, è molto difficile che tale crescita avvenga.

La speranza ora è che i talent scout che hanno seguito ogni istante della competizione provino a segnalare a chi di dovere i nomi che maggiormente hanno brillato, provando ad aiutarle ad emergere in un contesto molto competitivo e cercare di portarle in quei Paesi ove, a livello calcistico, possano fare quel salto di qualità e di stile di vita che permetta loro di svilupparsi come calciatrici e come persone, provando a diventare apripista per il futuro. Nel mentre, ogni Federazione deve duplicare gli sforzi di investimento per supportare la propria sezione femminile. Solo così potranno esserci benefici.

Il live commentary della finalissima della WAFCON 2026

CAMERUN-MALAWI, IL TABELLINO DELLA FINALE DELLA WAFCON 2026

CAMERUN (4-2-3-1): Bihina; Mayi Kith, Ndzana, Nyadjou, Makana Yakana; Ngock, Ngo Mbeleck (71′ Kome); Mendoua (87′ Rose), Toko Njoya, Eto (87′ Abam); Manga (90’+1′ Onguéné). C.T.: V. Nguele

MALAWI (4-2-3-1): Sikelo; Khumalo, Madise, Alufandika, Mkandawire; Chinyamula (46′ Mulimbika), Gondwe (43′ Sani); Ta. Chawinga, Chinzimu, Simwaka (78′ Chikupila); Te. Chawinga. C.T.: L. Fazili

Marcatrici: 20′ Manga, 29′ Eto, 45’+3′ Manga

Ammonizioni: 90’+2′ Njoya (C), 90’+4′ Onguéné (C)

Arbitro: Shadenda El Maghribi (EGI)

Note: recupero pt 3′, st 3′

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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