Attraverso una nota stampa del 26 agosto, il Parma Women ha comunicato che “al termine di un approfondito confronto interno, di non aver iscritto la propria Seconda Squadra femminile al prossimo campionato di Eccellenza“. La decisione, spiega il club, “è maturata a seguito della risposta ricevuta dalla Segreteria Generale della Lega Nazionale Dilettanti in merito alla richiesta avanzata dal Club al termine della scorsa stagione riguardo agli sviluppi del percorso normativo dedicato alle seconde squadre femminili“. Cosa significa tutto ciò?
Parma Women, l’articolo di StadioTardini
Il 17 luglio, un articolo di Gabriele Majo per StadioTardini, riportava una dichiarazione del nuovo Direttore Sportivo Marco Zwingauer, arrivato dal Napoli Women (oggi la Napoli Women, ndr). L’Head of Women’s Football delle gialloblù spiegava che “il Parma aveva iniziato un discorso a distanza finalizzato a costruire nella testa del sistema l’idea che anche le seconde squadre potessero essere accolte per promuovere il movimento e, diciamo, fungere da serbatoio per le prime squadre“, ma “questa visione non era condivisa a livello di assemblea dei club di Serie A“.
Il club era quindi partito dal campionato di Promozione, iscrivendo la formazione U21 nel quinto e ultimo livello della piramide italiana. La squadra ha di fatto dominato il campionato, con 18 vittorie e 2 pareggi in venti partite (più due turni di riposo), segnando 123 gol e incassandone solo 9, con una differenza reti di +114. Zwingauer aggiungeva: “Poiché i regolamenti nazionali della LND prevedono, al momento, che dall’Eccellenza non si possa più fare uno step […] non ci sembra dignitoso e stimolante proseguire il Campionato di Eccellenza e rimanere fuori classifica“.
Il Parma Women aveva comunque prodotto la corretta documentazione per chiedere la revisione del meccanismo (che già coinvolge squadre come Chieti, Montespaccato, e tante altre realtà di Serie C che hanno la seconda squadra fuori classifica in Eccellenza). La notizia già all’epoca aveva scatenato diverse reazioni negative da parte della tifoseria, che tramite i commenti social aveva espresso tutto il suo disappunto. La seconda squadra del club si era costruita anche una reputazione positiva quando, in un incontro, Claudia Morelli aveva sbagliato un rigore apposta poiché era stato erroneamente assegnato dall’arbitro alle ducali.
La società va avanti
Nella nota stampa pubblicata dal Parma Women, si evince che il progetto delle seconde squadre rimarrà comunque centrale nelle battaglie del club. “Lo scorso anno Parma Calcio aveva scelto di essere la prima società a costituire e iscrivere una Seconda Squadra femminile al campionato di riferimento, nella convinzione che questo progetto potesse, e possa tuttora, rappresentare uno strumento concreto per aprire una nuova fase di sviluppo del calcio femminile italiano, confermando l’impegno del Club a investire nella crescita del movimento con serietà, responsabilità e una visione di lungo periodo“.
“Questa scelta nasce dalla convinzione che la crescita sportiva e personale delle atlete debba passare attraverso un confronto agonistico autentico e pienamente competitivo, nel rispetto della regolarità dei campionati e di tutte le società partecipanti. Il Club ritiene che una partecipazione priva di reali obiettivi di classifica avrebbe rischiato di incidere sull’equilibrio competitivo del campionato e, al contempo, avrebbe limitato il percorso di sviluppo delle proprie giovani calciatrici“.
“Parma Calcio garantisce continuità professionale ai componenti dello staff che hanno manifestato volontà di continuare a lavorare per contribuire alla crescita delle tesserate e assicurerà a ciascuna atleta il miglior percorso possibile di sviluppo sportivo, offrendo, ove necessario, il supporto più adeguato“.
“Il Presidente Kyle J. Krause, il CEO Federico Cherubini e l’Head of Women Marco Zwingauer, insieme a tutto il Club, ribadiscono con convinzione la centralità del progetto delle seconde squadre femminili. L’auspicio è che il confronto su questo tema possa proseguire e tradursi in un’evoluzione concreta del sistema, riconoscendo nelle seconde squadre uno strumento strategico di raccordo tra settore giovanile e professionismo e un ulteriore passo avanti per la crescita dell’intero movimento femminile“.





