Juventus-Roma di Women’s Cup allo stesso orario di Roma-Inter (maschile)

L’ultima settimana è stata caratterizzata da una polemica: Juventus-Roma, finale di Serie A Women’s Cup, in programma sabato alle ore 18:00 allo stadio “Torquato Bresciani” di Viareggio (incontro programmato il 3 settembre), si gioca in concomitanza con Roma-Inter maschile, che stando ad un comunicato del club giallorosso, si era programmata a fine giugno.

JUVENTUS-ROMA, LA LEGITTIMITÀ DELLA POLEMICA

I tifosi, soprattutto quelli giallorossi, si sono lamentati della scelta – non la prima – in cui la propria squadra femminile gioca in contemporanea a quella maschile, obbligandoli ad una scelta tra le due squadre. È lo stesso caso nel quale, in quel caso per mancanza di comunicazione e attenzione della Lega Calcio, una gara della Juventus maschile contro la Lazio era stata programmata allo stesso orario della festa scudetto della squadra femminile contro l’Inter all’Allianz Stadium, spostata poi in serata (20:30).

PERCHÉ QUESTA SCELTA?

Al contempo però, è doveroso segnalare la (possibile) insorgenza di problematiche che, per un motivo o per l’altro, hanno portato la FIGC a scegliere quell’orario specifico. Anzitutto, l’impianto di Viareggio è un centro sportivo polivalente comunale, pertanto deve essere a disposizione di diversi sport, non solo nel calcio. Anche se, stando alle informazioni a nostra disposizione, l’impianto non ospita ulteriori eventi nel weekend.

La spiegazione quindi risiede nella ricerca di un orario comune per i due broadcaster della partita, ovvero SkySport e RAI. La televisione pubblica, stando al palinsesto consultato, trasmette domenica su Rai2 Inter U23-Foggia (Serie C maschile) e su RaiSport le cronometro individuali maschili e femminili dei mondiali di ciclismo. Nella sera di sabato, l’emittente di Murdoch trasmette Venezia-Lazio (Serie A maschile), e il giorno dopo Juventus-Atalanta alle 18, dello stesso campionato.

Pertanto quindi l’unico orario utile per entrambi i broadcaster era il sabato sera, e si è scelto anche un orario nel quale parte dei tifosi, o comunque degli appassionati, potesse comunque recarsi allo stadio in una fascia non lavorativa, per quanto comunque poco comoda secondo una serie di differenti esigenze. Rimane una fascia che comunque impedisce a parte delle tifoserie di recarsi a Viareggio, o di assistere ad entrambe le partite della propria squadra (per quanto riguarda la tifoseria romanista).

C’ERANO ALTRE SOLUZIONI?

La finale di Serie A Women’s Cup, per agevolare entrambe le tifoserie, e considerando anche l’impegno in Champions League di Juventus e Roma, non poteva giocarsi di domenica, tradizionalmente il giorno più comodo, poiché troppo vicino alle sfide europee, e al contempo, per lo share, si sarebbe scontrato con alcuni eventi che avrebbero tolto visibilità al calcio femminile, a prescindere dallo stadio.

Per quanto riguarda la location, probabilmente si poteva scegliere un’altra sede, ma tradizionalmente tutte le trasferte delle giallorosse in campo neutro hanno comportato una lunga traversata per la tifoseria, e le sedi più vicine hanno comunque portato ad una trasferta in un’altra regione confinante.

Scegliere una sede neutra, far combaciare lo stesso orario per due broadcaster differenti, rimane tutt’ora una sfida in un Paese ove gli impianti comunali tendono a dover essere disponibili per più eventi, non solo calcistici, e il calcio femminile, ad oggi di nicchia, non può disputarsi in parallelo ad altri eventi che gli potrebbero togliere visibilità. Ma per permettere alle tifoserie di essere presenti in loco, occorre che la gara sia situata in una fascia oraria accessibile a entrambe, sia per il viaggio (auto e mezzi, con coincidenze variabili) sia per poter poi assistere alla sfida della squadra maschile.

Per concludere, quindi, si è optato per quello che, agli occhi della FIGC, è stato il compromesso migliore, per quanto abbia scontentato pesantemente una delle due tifoserie. Forse non la miglior promozione per il calcio femminile, ma trovare una soluzione alternativa, come visto, avrebbe potuto creare lo stesso dissapore.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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