Asia Gobbato: “A volte la realtà cambia improvvisamente. Sta a noi adattarci”

L’infortunio molto diffuso tra gli atleti, soprattutto nelle atlete (i dati indicano sia comune tre volte in più tra le atlete), è anche quello poco raccontato da vicino. È un fattore fisico cambia la vita professionale e mentale, ma del quale non si raccontano spesso i retroscena. È arrivato il momento di raccontare quel lato oscuro ma diffuso e abbiamo deciso di farlo con Asia Gobbato, difensore classe 2003 dell’Original Celtic Bhoys, che qualche mese fa ha subito la rottura del legamento crociato.

ASIA GOBBATO: “MI SON ROTTA DUE VOLTE IL CROCIATO”

“Per me è stata la seconda volta. La prima volta mi sono infortunata, allo stesso legamento, nel marzo del 2023. Quell’esperienza, soprattutto dal punto di vista mentale, è stata devastante: avevo paura di non riuscire a riprendermi, né fisicamente né mentalmente. Questa volta non posso dire che sia stato più facile, ma sicuramente avevo una maggiore consapevolezza della mia forza, sia mentale che fisica, e sapevo di poter affrontare un percorso del genere.”

Sappiamo quanto sia diffuso questo tipo di infortunio e quanto sia lungo e tortuoso il percorso di ripresa, come racconta la stessa Asia Gobbato: “È stata comunque una bella botta, perché stavo vivendo una stagione al Chievo molto intensa e di alto livello. Mi sentivo al top dal punto di vista fisico e di conseguenza anche mentale. Stavo lavorando davvero bene. Subire un infortunio così importante proprio in quel momento, mentre sentivo di essere nella mia migliore condizione, mi ha buttata completamente giù.”

“Sono stata però fortunata ad avere al mio fianco un gruppo squadra, uno staff e una società che mi sono sempre stati vicini e che non mi hanno mai fatto sentire un peso per quello che mi stava succedendo. Il loro supporto è stato fondamentale per affrontare questo momento.” Importante è soprattutto come si affronta un certo tipo di percorso: “Step by step, un passo alla volta. Ero consapevole che sarebbe stato un percorso difficile, doloroso e soprattutto lungo, oltre che diverso rispetto alla prima volta.”

“Essendo una recidiva su un ginocchio già operato, sapevo di non potermi permettere di avere la stessa fretta di tornare in campo, e che avrei dovuto affrontare il recupero con ancora più pazienza e attenzione. Ho lavorato tanto e con costanza ogni giorno, affidandomi alle persone che mi stavano accompagnando in questo percorso e fidandomi delle loro indicazioni. Ho cercato di concentrarmi sempre su quello che dovevo fare quel giorno, senza pensare troppo a quello che avrei dovuto affrontare dopo un mese o alle tempistiche del rientro.“

“Questo approccio mi ha permesso di rimanere lucida, concentrata e di vivere il recupero un giorno alla volta, senza perdere di vista il mio obiettivo: tornare in campo nelle migliori condizioni possibili.” Un messaggio rivolto anche alle colleghe e non solo che vivono ormai costantemente un infortunio simile: “Mi sento di dire che, purtroppo, gli imprevisti fanno parte del percorso, soprattutto nello sport. Allo stesso tempo, però, uno stop non deve essere necessariamente visto come una perdita o come qualcosa di totalmente negativo.“

“Credo sia giusto concedersi il tempo per stare male, accettare quello che è successo e affrontare tutte le emozioni che un infortunio di questo tipo porta con sé. Quando ti ritrovi a fare quello che ti fa stare bene fermarti è probabilmente una delle ultime cose che vorresti fare, ed è normale provare rabbia, frustrazione e avere momenti di difficoltà” prosegue Asia Gobbato.

“Personalmente, però, questa esperienza mi ha insegnato che non tutto va sempre secondo i nostri piani. A volte la realtà cambia improvvisamente e sta a noi trovare il modo di ridimensionare le nostre aspettative, adattarci alla nuova situazione e capire come andare avanti, anche quando il percorso che avevamo immaginato è completamente diverso da quello che ci troviamo ad affrontare.“

“Dico quindi che un infortunio può fermarti, ma non deve necessariamente allontanarti dal tuo sogno o dal tuo obiettivo. A volte significa semplicemente dover trovare un modo diverso per raggiungerlo.” Imprevisti come raccontato in precedenza che comunque in un modo o nell’altro lasciano un segno ed insegnano qualcosa: “Questa esperienza mi ha permesso di conoscermi meglio sotto ogni punto di vista. Ad oggi non mi sento la persona che ero prima di infortunarmi.“

“Mi ha insegnato che mollare non è mai stata un’opzione, che avrei dovuto lavorare il doppio e che, soprattutto, a me piace lavorare il doppio, mettermi alla prova e trovare la forza di andare avanti. Mi ha lasciata semplicemente più forte. Ho imparato a lasciare andare tanti pensieri negativi e a vivere le cose nel qui e ora, senza preoccuparmi continuamente di quello che potrebbe succedere in futuro.“

“Sono contenta di essere arrivata a questo punto, perché credo che, dopo un infortunio così importante, soprattutto quando si tratta di una recidiva, non sia affatto semplice riuscire a non pensare alla possibilità che possa succedere di nuovo. Riuscire a non lasciare che quella paura condizioni il mio presente è una delle conquiste più grandi che porto con me da questa esperienza. Oggi mi sento più forte, non solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Ed è proprio questa la cosa più importante che questo percorso mi ha lasciato.“

Si ringraziano Asia Gobbato e l’Original Celtic Bhoys per la cortese disponibilità, e auguriamo loro il meglio per il prosieguo della stagione.

Daniela Belmonte
Daniela Belmonte
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