L’Aston Villa vende il club femminile

L’Aston Villa si è trovato costretto a vendere la propria squadra femminile per rientrare nelle regolamento della Premier League maschile, che con la nuova policy di redditività e sostenibilità, per evitare una penalità in classifica, come già avvenuto per Everton e Nottingham Forest, o addirittura multe pesanti o possibili esclusioni dal campionato. “Queste regole limitano la quantità di denaro che una squadra può perdere, per un massimo di 105 milioni di sterline in un periodo di 3 anni” spiega Ally Flan tramite Amplify Football.

È UN PROBLEMA PER L’ASTON VILLA FEMMINILE?

Per il calcio femminile è una risorsa o un problema? La stessa Ally Flan spiega: “V Sports è la stessa società che gestisce l’Aston Villa, quindi è la stessa operazione che ha fatto il Chelsea con BlueCo, e che ha generato circa 200 milioni di sterline di ricavi, sulla carta“. Quindi per le Women, “questa cosa eviterà al club di subire penalità, e di mantenere i top player e le top player, perché ormai la gestione finanziaria è parte integrante della strategia calcistica“.

I pro e i contro

Tra i pro ci sono sicuramente la possibilità di avere investimenti diretti, strutture migliori e una forte connessione con il gruppo, oltre ad una visione a lungo termine più focalizzata sul calcio femminile, oltre che evitare sanzioni che avrebbero conseguenze anche sulla squadra womenspiega Amplify Football. L’unico dubbio è che “questa soluzione è usata al momento più per ragioni finanziare che non per un reale investimento nel calcio femminile” continua l’analisi.

Questo può sollevare una serie di questioni sulla trasparenza, perché la società women rischia di essere vista più come un asset economico che non come un’opportunità di investimento, in mosse come questa“. “Dipenderà tutto da come V Sports continuerà” conclude Flan. Da un lato, il Chelsea si è ulteriormente confermato; dall’altro lato però, le blues sono quasi una realtà a sé stante.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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