Barcelona Femení: cosa c’è di vero nell’aria di crisi?

Il Barcelona Femení è in crisi? 90min, portale tedesco, nella penna di Carmen Stadelmann, lancia una sorta di allarme, segnalando una situazione economica non florida. Nel frattempo, il profilo X WoSo Centel (satirico) ha segnalato, citando SkySports, che il club blaugrana avrebbe proposto Aitana Bonmatí e Vicky López all’Arsenal, per un accordo intorno agli 1,7 milioni di euro. Queste voci, stando alle nostre fonti, non trovano conferma, e anzi stando a quanto raccolto da fonti interne all’ambiente Arsenal, sembrerebbero addirittura false. Si tratta dunque di una provocazione.

LE VOCI SUL BARCELONA FEMENÍ

Le voci sulla crisi economica del club blaugrana arrivano da fonti interne che hanno espresso la loro preoccupazione a “El Periódico” (popolare testata catalana) segnala 90min. La difficoltà principale deriva dalle regole del fair-play finanziario, sempre più stringenti per la squadra maschile, che rischiano di ripercuotersi anche sulla sezione femminile del club, nonostante sia l’unica a portare cospicui introiti. L’altra preoccupazione concerne la rosa, ad oggi, secondo Stadelmann, composta da sole 18 calciatrici, visto l’alto numero di partenze in questa sessione estiva (alcune ancora da formalizzare).

COSA SERVE AL BARCELONA FEMENÍ?

Secondo 90min, che cita la giornalista Laia Bonals, per pareggiare il bilancio, il Barcellona dovrà trovare gli introiti per coprire un ammanco di circa un miliardo di euro, questo perché, nel bilancio dei club, maschile e femminile sono ora riunite sotto lo stesso “tetto”. Quindi una sezione florida come il Barcelona Femení, si sta trovando a dover condividere le problematiche finanziarie dell’intero brand, e per questo potrebbe addirittura, in un futuro prossimo, smantellare lo squadrone.

IL FUTURO?

Stando a quanto riporta Carmen Stadelmann, il Barcelona Femení potrebbe quindi annunciare ulteriori partenze per ridurre le perdite, e non ha nemmeno molto margine per il rinnovo delle stelle della squadra, i cui contratti peraltro scadranno nel 2026. Nemmeno il settore giovanile, al momento, sembra poter essere una soluzione, trovandosi anch’esso con una rosa contata, e parrebbe che per completarla la società abbia richiesto elementi provenienti da settori giovanili di altre squadre.

Per il futuro, quindi, sembrerebbe che si possa ipotizzare – quantomeno per la sezione femminile – uno scenario molto simile, se non identico, a quello che sta avvenendo ora nel calcio inglese. La UEFA, che già non ha riconosciuto come valide le operazioni di Chelsea, Aston Villa ed Everton, a questo punto si vedrebbe costretta ad intervenire per garantire un fair-play finanziario più utile all’attuale situazione economica, eventualmente secernendo il settore femminile, per evitare che le calciatrici paghino gli errori altrui.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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