Il Borussia Mönchengladbach ci spiega come portare tifosi allo stadio

Il Borussia Mönchengladbach è tornato ad aprire il Borussia Park dopo tre anni e mezzo dall’ultima volta, quando aveva aperto le porte per la partita di andata della sfida promozione contro l’Elversberg, vinta 2-1. Questa volta, lo ha fatto in occasione del primo turno di DfB-Pokal der Frauen contro il Bayern Monaco, e ha portato allo stadio 6608 spettatori.

Il Borussia Mönchengladbach ha trovato la ricetta magica?

La ricetta per portare più tifosi allo stadio non esiste, altrimenti ogni squadra del calcio femminile farebbe sold-out ad ogni partita. A volte basta vincere, vedi il Barcellona (che al contempo dà la possibilità di vedere la miglior squadra d’Europa), a volte offrire un’esperienza che va ben al di là della semplice visione della partita allo stadio – l’Arsenal ne è un fulgido esempio.

Recentemente, in Italia, ha fatto discutere il basso numero di spettatori per Juventus-Benfica (3144). Ma per attirare gente allo stadio, non è sufficiente annunciare che si giocherà nell’impianto principale del club. Il Borussia Mönchengladbach ha scelto una via rapida ed efficace: tartassare.

Non c’è stato un giorno senza che i profili ufficiali del club annunciassero la partita contro il Bayern Monaco al Borussia Park, con dei reel specifici, con dei post o nelle stories, e ha ricevuto grossa mano dal profilo ufficiale della squadra maschile, che ha ripostato ogni elemento. In più, sia all’intervallo sia alla fine della partita della squadra maschile, è stato ricordato che l’incontro della squadra femminile si sarebbe giocato nello stadio di riferimento.

Questo incessante martellamento, durato un mese, è stato determinante per il risultato finale, per quella che non è nemmeno stata una partita a ingresso libero. Il biglietto, infatti, costava 10€, con la possibilità di un ticket ridotto a 7€ e 5€ per i bambini. I soci non potevano entrare gratis trattandosi “di una partita di Coppa di Germania con ripartizione dei ricavi“, e venivano offerti prezzi ribassati per studenti, pensionati, volontari e persone con disabilità.

Quello che insegna il Borussia Mönchengladbach

Quello che il club insegna è che, per ottenere un risultato positivo e attrarre gente allo stadio, serve una campagna martellante e il massimo supporto dai profili social, ma anche campagne targettizzate negli spazi pubblici e nelle partite del calcio maschile. Questo è uno dei modi per generare interesse e attirare tifosi allo stadio. Questo però nel breve termine.

Sul lungo termine, per attirare gli spettatori e ampliare la base, servirà anche offrire uno spettacolo di alto livello. E le Fohlen lo hanno fatto, sbloccando in finale di tempo con Graf (primo gol segnato al Bayern nella storia del club), abile a svettare su un angolo da destra all’ultimo minuto di recupero del primo tempo, lei peraltro una delle giocatrici più basse in campo.

Gladbach che ha poi resistito per tutto il secondo tempo, cedendo solo a due belle reti di Gilles (la più bella la seconda, a segno di tacco), e in mezzo avendo con Giesen la possibilità di riportarsi in vantaggio. Le bavaresi si sono rese pericolose solo nel secondo tempo, e solo una volta messe in campo le stelle.

Tra l’altro è un gran segnale che la squadra manda alla dirigenza: essendo una formazione la cui salvezza in 2. Bundesliga dipende, tra le altre cose, anche dall’interesse delle seconde squadre di rimanere in una divisione che non le accetterà più entro il 2030, questa prestazione dimostra tutto il potenziale di un Borussia che, con la giusta rilevanza nell’asset societario, potrebbe davvero lottare per obiettivi più nobili.

La squadra c’è, il pubblico risponde bene, e ora servirà lavorare in quella direzione per riportare il Borussia Mönchengladbach, se non in Bundesliga, quantomeno tra le realtà da temere in Seconda Divisione. Ora il futuro del club non è nelle mani delle giocatrici, che hanno veramente dato tutto e avrebbero meritato quantomeno la possibilità di giocarsela ai supplementari contro un Bayern che domina da circa quattro anni in patria.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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