Che dite, basta calci di rigore per una settimana?

Caro Diario, “dovrei dirti cose un po’ pesanti, e l’odore di lampone mi distrae se stai davanti“. Per i calci di rigore, è stata una settimana tragica, così come per noi che vediamo in esso la massima espressione dell’agonismo e della guerra psicologica. I “mind games together“, giusto per ribadire che lo striscione che mette gli ABBA davanti ai Beatles (il solo John Lennon in questo caso) è uno dei pochi che andrebbe seriamente bannato dagli stadi.

Basta calci di rigore a Euro 2025

Apriamo questa petizione, basta calci di rigore in questa edizione degli Europei, almeno per questa settimana. Basta vedere direttrici di gara assegnare un penalty per poi vederlo calciare male da stelle indiscutibili del movimento. Già in Svezia-Inghilterra noi amanti del calcio abbiamo vissuto i brividi di Tokyo 2021 (calciati qui comunque meglio). Per fortuna, almeno per ora, nulla che pareggi il trash totale di Brasile-Paraguay del 2011, in Copa América maschile, ma in questo momento i tiri dal dischetto sono diventati i più complicati da realizzare.

Un gesto tecnico complicato

Torniamo un attimo seri e analizziamo bene la questione: come mai così tanti errori? Nel calcio femminile, pur ad alto livello, sono rare le occasioni in cui una squadra calcia un rigore. Nei campionati nazionali, solitamente, la squadra più forte – pur arrivando in area più volte – tende ad avere ampio spazio di manovra per realizzare, e i falli in area sono in numero minore.

La lotteria dei calci di rigore è invece un discorso a parte, in quanto sono rare le occasioni in cui si arriva a decidere una partita in quella situazione, solitamente terminando ai supplementari. Ultimamente, con la rimozione dell’extra-time (si pensi ai playoff in Francia o alla Coppa Italia di Serie C, finale esclusa in questo caso, in Italia), sono aumentate le occasioni per confrontarsi dal dischetto. Ma in competizioni come la Champions League, rimangono ancora un epilogo difficile da visualizzare.

Calci di rigore, quindi, sì o no?

Battute a parte, sarebbe effettivamente bello vedere più partite terminare ai calci di rigore nel femminile, poiché sono l’espressione massima di quanto il fattore psicologico abbia un’incidenza maggiore rispetto al maschile. L’emozione che sanno regalare, con tutta la sottotrama di storie personali delle singole atlete ad aumentare la tensione e l’interesse. Poi, se succede qualche trashata, ci starà comunque, e sarà utile da studiare dal punto di vista psicologico, come la tensione non faccia distinzioni tra l’esordiente 18enne o il doppio pallone d’oro. Le risatine di disappunto da parte di chi critica il calcio femminile a prescindere, le lasciamo sulla bocca degli stolti, ove il riso abbonda.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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