“L’etichetta ‘family friendly’ sta rallentando il calcio femminile?” si chiede provocatoriamente Marva Kreel per Copa90, spiegando le proprie ragioni e dando un’argomentazione a tale domanda. “Il movimento si è sempre venduto con questa denominazione, oltre che come ambiente inclusivo. E in qualche modo, è vero che le famiglie possono avere una buona giornata allo stadio, ma è questo il pubblico che si deve targhettizzare?“
L’ESEMPIO DEL CALCIO FEMMINILE INGLESE
“Vendersi alle famiglie e ai bambini è un modo facile e veloce per portare qualche centinaio di tifosi agli stadi, ma saranno fan attivi o passivi? Riusciranno a galvanizzare un’intera fanbase? Guardiamo all’Arsenal Women, che è stato capace di attrarre un gran numero di tifosi rispetto alla concorrenza, e che ha una presenza media allo stadio superiore anche ad alcuni club di Premier League maschile. Loro non hanno costruito una fanbase solo basandosi su un’atmosfera ‘family friendly’. Hanno intrapreso un percorso tradizionale di cultura calcistica“. Kreel analizza come il Chelsea stia puntando più ad un ambiente tranquillo per le famiglie, e che la Women’s Super League si sta trovando ad un bivio.
LA NOSTRA OPINIONE
Che il calcio femminile, italiano, inglese, internazionale, sia ad un bivio per quanto riguarda la “matchday experience“, tra chi – come appunto l’Arsenal – offre un’esperienza completa, che va oltre il semplice andare allo stadio, e chi sta cercando una maniera diversa di rendere più esclusiva l’esperienza, come han fatto London City Lionesses e Como Women, e chi ancora sta cercando la propria via. Non essendoci una ricetta univoca, ogni club sta sperimentando a modo suo il modo di attrarre più tifosi.
Dall’altro lato, comunque, la sensazione di potersi godere una partita senza tafferugli o il rischio di scontrarsi con un tifo organizzato particolarmente facinoroso, è unica per chi vuole solo gustarsi un incontro di calcio scevro da qualsivoglia problematica, e forse ciò che ancora permette di distinguere il calcio femminile da quello maschile. Infatti, Paesi come la stessa Inghilterra hanno permesso ai tifosi di bere alcool direttamente allo stadio, attività bandita proprio in seguito agli scontri del maschile.
Per riempire gli stadi, chiaramente, non basta essere family friendly, ma essere family friendly permette di renderli ambienti sicuri in cui poter vivere l’esperienza calcistica senza che venga rovinata da fattori esterni ad una sconfitta sul campo. E il fatto che il prezzo dei biglietti sia ancora generalmente basso, non può che aiutare tali famiglie ad essere sempre più invogliate ad andare allo stadio. Il modo di “galvanizzare la fanbase“, lo troveranno sicuramente loro.





