Il calcio femminile è più forte dei vostri travasi di bile

Il calcio femminile si conferma sport capace di scatenare l’odio più bieco per il semplice fatto della sua esistenza, e in questi Europei ha raccolto nuovamente il solito marasma di luoghi comuni, offese sessiste e omofobe, a partire dalla famigerata sconfitta della Svizzera per mano dell’U15 maschile, all’ultimo messaggio di Elena Linari, che ha lanciato anche una frecciata al governo in materia di diritti LGBTQIA+.

IL CALCIO FEMMINILE È PIÙ FORTE

Il calcio femminile rimane superiore a questa bassezza. Se resiste dal 1960, probabilmente, è perché l’unione di una nicchia riesce a bastare per la sua protezione. Ovviamente non è sufficiente ciò per una sua sopravvivenza futura, con una generazione politica sempre più tendente all’estremo (per la nostra visione del mondo, quello sbagliato) e una nuova leva radicalizzata a indirizzata al mantenimento dello status quo. Ma il fatto che, nonostante l’odio e l’ostruzionismo, la base di appassionati si sta allargando, volenti o nolenti, è solo che un buon segnale.

WIE KAMIKAZE

I Die Toten Hosen, con “Kamikaze“, hanno scritto una canzone d’amore molto potente, specificando nel ritornello: “Siamo sempre qui, rischieremo tutto, come kamikaze, con niente da perdere“. Siamo letteralmente noi, siamo il nostro movimento. Da perdere nulla, da guadagnarci tutto. Il calcio femminile sarà sempre più forte del vostro odio, della vostra frustrazione, del vostro sessismo, del vostro maschilismo, e del vostro razzismo. E quand’anche aveste la meglio, risorgeremo dalle ceneri, e ritorneremo. “E se credete ora che tutto sia come prima, perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina… convinti di allontanare la paura di cambiare, verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
” cantava de André.

LA NOSTRA ESISTENZA

Nel frattempo, segnaliamo purtroppo che, un’altra volta, il calcio femminile rimane uno sport odiato quasi inspiegabilmente. O meglio, la spiegazione c’è, e si palesa sempre di più con l’avanzare del tempo: ai più, sta proprio antipatica l’idea che le donne giochino a calcio. Nessuno sport, nella sua interpretazione al femminile, ha generato più odio del calcio. Lo sport più popolare, che entra nel cuore da piccoli e si impara a giocare l’attimo successivo, sembra non abbia spazio per un sesso, e più quel sesso lo pratica, cresce, commettendo anche i suoi errori – l’esperienza deriva da quelli – più riceve una marea di insulti solo per la sua esistenza.

CI DOVRETE ACCETTARE

L’odio ricevuto non ci fermerà. Non l’ha mai fatto prima d’ora, a maggior ragione non ci fermerà adesso che ci siamo ritagliate il nostro status. L’esistenza del calcio femminile ormai è pienamente assodata, e i passi avanti saranno sempre più rilevanti. Quantomeno a livello globale, visto che ogni nazione lavora per conto suo. C’è chi investe tanto, e chi ha ancora molteplici criticità da superare.

Infatti il divario da colmare all’interno dello stesso movimento, è ampio. Man mano che esso cresce, però, sono diverse le figure imprenditrici che hanno deciso di investire tempo, denaro e passione, supportando club già esistenti o fondandone di nuovi. La strada è impervia ma l’asfalto piano piano sta iniziando a posarsi: sulle nostre strade, prima o poi, ci sarete anche voi a tifare.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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