Il calcio femminile, specialmente quello italiano, sta vivendo un’altra estate di incertezza, con diversi club che stanno rinunciando all’iscrizione tra Serie B e Serie C, o che stanno direttamente annunciando la chiusura del settore femminile. Se da un lato, è già successo in passato che qualche club cambiasse i piani, dall’altro raramente c’è stato un numero così elevato di società a chiamarsi fuori. Ad oggi persistono forti dubbi sul prosieguo di Pavia e Vis Mediterranea, così come il Bulè Bellinzago, mentre esiste già la certezza che Foggia, Monza, Crema, SPAL non disputeranno i rispettivi campionati, così come le ultime aggregate Spezia e Sampdoria, quest’ultima a ripartire dall’Eccellenza.
CALCIO FEMMINILE, IL SISTEMA VA RIVISTO
Uno dei temi chiave potrebbe essere la strada intrapresa per il professionismo: in questa fase, è stata inserita solo la Serie A, con risultati, talvolta, non troppo vicini alla risoluzione dei problemi. Infatti, spesso avviene una totale dipendenza dalla società avente anche la controparte maschile, e le crisi sembrano essere diventati una naturale conseguenza sul movimento. Gli investitori come Mercury/13 sembrano poter dare la linfa giusta, con una strada però tortuosa da percorrere.
ESISTE UN MODO PER RENDERE SOSTENIBILE IL SISTEMA?
Il calcio femminile italiano può trovare nuovi investimenti in caso di buon risultato della Nazionale agli Europei. Girelli e compagne sembrano ad un passo dalla qualificazione ai Quarti di Finale dell’Europeo, e un risultato ancor più sorprendente, come terminare tra le prime quattro, porterebbe – nel breve periodo – diverse realtà ad avvicinarsi al movimento. Con un occhio anche al prossimo Mondiale.
Si potrebbe prendere in considerazione anche una revisione del sistema professionistico. Ottime le tutele per la maternità e l’equità di diritti, mentre potrebbe servire un supporto in termini di premi (valorizzazione patrimoni, come minutaggio giovani, o trasformazione dei centri giovanili femminili in élite) per consentire ad alcune realtà di poter creare una propria indipendenza: l’incertezza delle partecipanti in Serie B, ad esempio, pone una serie di interrogativi, sia sugli investimenti, sia sulla possibilità, per la stessa lega, di monetizzare con accordi commerciali e vendita di diritti TV.





