Il calcio femminile arriva alla settimana dell’europeo elvetico del 2025, una competizione per la quale molte squadre hanno lavorato duramente per essere presenti. Una di esse la Svizzera (esordio alle 21:00), che si è qualificata di diritto, ma ha la consapevolezza che un esito positivo – specie dopo l’ultima esaltante stagione di AXA Women’s Super League – può essere solo un grosso benefit per il campionato nazionale, oltre che un boost per incrementare il numero di tesserate.
SI PUÒ DIRE TANTO SULLA SVIZZERA
L’Europeo casalingo, dunque, è una grossa chance per la crescita del calcio femminile svizzero, nell’ottica di aumentare la competitività della nazionale in ottica futura, sfruttando una generazione di talenti capitanata da Alayah Pilgrim e Sidney Schertenleib, più tutte le nuove leve di San Gallo, Basilea e Young Boys che hanno reso l’ultima stagione di Super League davvero memorabile.
Un boost ulteriore può essere dato dall’Europa Cup, cui parteciperà il Grasshopper (2° in questa stagione, battuto solo ai rigori dalle giallonere), che rende la formazione di Zurigo appetibile sul mercato per le nuove leve e i talenti del resto d’Europa, e che di conseguenza può ulteriormente alzare il livello della rosa. Stesso discorso per lo Young Boys campione, che invece disputerà i preliminari di Champions (e può comunque accedere alla seconda competizione all’occorrenza).
QUANTE COSE CHE NON SAI DI ME
Abbiamo scelto la musica degli Eluveitie per accompagnarci in questo torneo, ma “Gli Ostacoli del Cuore” di Elisa – con partecipazione di Ligabue – ha lo stesso il suo effetto. Perché nelle ultime settimane, tutto si è detto della Svizzera fuorché del suo movimento di calcio femminile, concentrandosi con i soliti titoli acchiappiaviews sul solito volto noto, e con l’aggiunta di una sconfitta in allenamento con un’Under-15 maschile, partita che tra l’altro avrebbe dovuto rimanere nell’anonimato. C’è chi ha preferito usarla per screditare il movimento, e chi ha provato a spiegare l’utilità di certe amichevoli, risultati a parte.
IL CALCIO FEMMINILE SVIZZERO È BEN ALTRO
Il calcio femminile svizzero, però, vale ben di più di una goleada incassata in amichevole, o del fattore estetico di alcuni suoi elementi di spicco. È un movimento che ha bisogno di crescere, la sua Selezione Maggiore non è tra le più forti al mondo (né d’Europa attualmente) così come le sue Under, ma che ha tanta voglia di andare a recitare un ruolo da protagonista in futuro, tanto a livello di club come a livello di nazionale. Peccato solo la grossa assenza di Ramona Bachmann (a proposito di elementi di spicco), che si è rotta il crociato prima di quella che poteva essere l’ultima presenza in rossocrociato in un torneo di alto livello.





