Il calcio inglese femminile continua a crescere a livello globale, nonostante qualche perplessità rivolta alla sostenibilità del sistema a lungo termine (discorso che riguarda anche e soprattutto il calcio maschile). L’ultima settimana ha registrato un’ottima notizia, un format spiegato in maniera accessibile, una trattativa per la vendita di un club e un’altra vicenda poco chiara nel Manchester United.
L’OTTIMA NOTIZIA DEL CALCIO INGLESE FEMMINILE
Amplify Football ha riportato che SkySports in Inghilterra ha lanciato il suo canale YouTube ufficiale dedicato alla massima competizione britannica, con partite live, highlights caricati subito dopo il fischio finale, contenuti esclusivi e dietro le quinte. Un segnale importante, soprattutto con il supporto di un grande partner che garantirà sicuramente maggior visibilità nazionale e internazionale al campionato.
WSL: IL NUOVO REGOLAMENTO
Dalla prossima stagione il calcio inglese femminile vedrà 14 squadre nella massima serie, il che vedrà un cambiamento nel sistema di promozioni e retrocessioni. Per questa stagione quindi, due squadre saranno promosse direttamente dalla WSL 2, mentre la terza disputerà uno spareggio contro l’ultima classificata della WSL.
La Seconda Divisione rimarrà a 12 squadre, mentre aumenteranno le promozioni dalla terza serie, con la National League che vedrà tre opportunità (due per il posto vacante lasciato dalle promosse più l’ultima classificata della seconda serie che retrocederà direttamente). Dal 2026-27, la prima della WSL 2 sarà promossa direttamente in WSL (che vedrà la retrocessione diretta dell’ultima classificata), la seconda classificata disputerà uno spareggio con la penultima del massimo campionato.
IL WEST HAM IN VENDITA
Il The Guardian riporta che la proprietà del West Ham è in trattativa avanzata con il Collettivo Monarch, un fondo privato dedicato allo sport femminile, che ha già investito in NWSL per quanto riguarda San Diego Wave e Boston Legacy, che dovrebbe controllare il 49% delle quote del club alzando il budget fino a 55 milioni di sterline (circa 64mln di euro). Non è la prima volta che nel calcio inglese femminile si ricorre a questa opzione, che peraltro non dovrebbe rientrare nei canoni del fair-play finanziario, a differenza delle manovre precedenti.
IL CALCIO INGLESE FEMMINILE REGISTRA UN ALTRO CASO NEL MANCHESTER UNITED
Kathryn Batte (The Telegraph) ha riportato che, dopo il Secondo Turno Preliminare di Champions League, diverse giocatrici del Manchester United – che si erano recate in Svezia (l’Hammarby ha ospitato il mini-torneo, ndr) con un volo charter – sono dovute tornare a casa dopo la vittoria e il conseguente accesso al Terzo Turno Preliminare (sfida con il Brann, ndr) pagando di tasca propria il biglietto.
La spiegazione
La spiegazione è dovuta al fatto che sono stati concessi due giorni di riposo per le giocatrici, in quanto la sfida seguente è in programma una settimana dopo il torneo europeo. Un portavoce del club ha specificato che diverse giocatrici hanno preferito questa scelta per ridurre i tempi di rientro, visto che il volo di rientro pagato dalla società avrebbe fatto scalo a Copenhagen in quanto non c’erano voli diretti con un sufficiente numero di posti per le giocatrici e lo staff. La politica sui voli di rientro sarà valutata caso per caso. Permangono comunque alcuni dubbi all’interno della comunità calcistica del calcio inglese femminile.





