Il Chelsea Women sta vivendo una stagione complicata

La stagione del Chelsea Women è partita con grandi aspettative, ma in Women’s Super League la situazione di classifica si è completamente stravolta visto lo stato di forma del Manchester City, e ad oggi il titolo sembra ormai sfumato. Meglio il percorso in altre competizioni, ma la sensazione che rimane è che il ciclo di Hayes sia ormai finito, e quello di Bompastor è quasi al capolinea e, forse, non è nemmeno mai iniziato. Nelle ultime settimane, c’è stata un’altra novità che ha ulteriormente accentuato la distanza tra la società e la tifoseria.

IL CHELSEA WOMEN HA UN NUOVO DIRETTORE SPORTIVO

In data 9 febbraio, Paul Green, uno dei principali artefici del successo del Chelsea Women, ha lasciato il club, come comunicato in una nota stampa sul sito ufficiale. In data 27 febbraio, è stato invece annunciato Phil Radley quale nuovo Direttore Sportivo. La notizia non è stata ben accolta tra i tifosi, preoccupati dalla scarsa esperienza nel ruolo da parte dell’ex Nordsjælland. Per la giornalista Flo Lloyd-Hughes, ha dichiarato che Radley è una figura stimata sia dal calcio maschile sia da quello femminile, con un discreto carisma e un’ottima leadership, ma nel comunicato della società non c’è stato riferimento alcuno alle sue qualità. Questo ha esacerbato la mancanza di fiducia nel club da parte dei tifosi.

CHELSEA WOMEN, QUALE FUTURO PER IL CLUB?

Parlare di stagione fallimentare sembra quasi paradossale, visto che il Chelsea Women sfiderà l’Arsenal per un posto tra le migliori quattro d’Europa in Champions League. In più, il club è ancora in corsa per la qualificazione in Champions, è in finale di Coppa di Lega, e affronterà il Tottenham nei Quarti di Finale di FA Cup. Ciononostante, la sensazione è che il ciclo vincente sia ormai giunto alla conclusione, e la transizione andrà gestita con cautela visto il blasone del club e il valore umano e sportivo delle proprie interpreti.

Difficile attendersi uno smantellamento completo da un momento all’altro, poiché la crescente competitività del campionato rischierebbe di relegare le Blues in ricostruzione almeno al di fuori della zona Champions, con conseguente potenziale perdita di attrattività sul mercato rispetto ad altre realtà nazionali, tipo le acerrime rivali dell’Arsenal, campionesse d’Europa e del Mondo in carica. Dall’altro lato, avere giocatrici che percepiscono distanza dal proprio staff tecnico, e magari hanno già dato tutto al club, rischierebbe a sua volta di aumentare potenziali conflitti interni.

Insomma, la situazione è turbolenta, e ci vorrà tempo per risolverla. La banalità ci obbliga a dire che soltanto una visione chiara e una sinergia tra società, Direttore Sportivo e staff tecnico (allenatrice compresa, altra persona in bilico in questa fase) può riportare il Chelsea quantomeno alla stabilità, in quello che forse è il primo reale segno di cedimento di un ingranaggio sin qui perfetto. I tifosi però si chiedono: esiste davvero questa visione?

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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