Il Diario Segreto di un tifoso delle Azzurre si ripresenta per i Quarti di Finale degli Europei 2025, ricalcando lo stile di Sue Townsend ne “Il Diario Segreto di Adrian Mole“, imitando lo stile di quest’ultimo nel celeberrimo estratto della gita in pullman, per raccontare, in maniera ironica, come un supporter ha vissuto la partita della Nazionale italiana femminile.
IL DIARIO SEGRETO DI UN TIFOSO DELLE AZZURRE
Disclaimer: “Il Diario Segreto di Adian Mole” fa ampio uso dell’ironia tagliente e graffiante, e abbiamo cercato di ricalcare quello stile senza ovviamente scadere troppo nel sarcasmo.
Mattina
9:40: prima sveglia sudata dell’ultima settimana, l’unico fresco possibile è quello di una nota marca di condizionamento che richiama un animale artico. Quando ci sponsorizzeranno, faremo nomi e cognomi e offerte su un noto sito di spedizioni.
11:00: c’è una formichina in camera mia, minimizzo l’accaduto.
11:32: c’è un’altra formichina in camera mia, minimizzo nuovamente l’accaduto.
11:35: ci sono sette formichine in camera mia, inizia il panico e la corsa alla disinfestazione.
Pomeriggio
12:00: mi rilasso al sushi restaurant più vicino (un all you can eat meno squallido rispetto alle catene, ma l’inglese fa figo) cercando di non pensare alle formiche.
13:00: acquisto una nota marca di detersivo lavapavimenti biologico con l’aceto, pensando all’ambiente e al fatto che qualcuno dovrebbe sponsorizzarci, ma non vogliamo fare pressioni su chicchessia.
14:00: non ci sono più formiche in camera mia, o quantomeno è quello che la trappola per formiche che ho messo sotto al letto vuole farmi credere.
19:00: non sono per nulla in ansia.
19:01: davvero.
19:02: sei tu quello/a in ansia.
19:03: sono tranquillissimo.
19:04: credimi.
19:10: AAAAAAA FATE FINIRE QUESTO SUPPLIZIO DELL’ATTESAAAAAAAAAA!!!
La partita
21:00: inizia la sfida più importante per le Azzurre da 6 anni a questa parte.
21:00:11″: prima leziosità con colpo di tacco al vento, che sbaglia il controllo.
21:15: Severini ha una grande occasione, ma al tiro preferisce il passaggio. Il mio lato sanguigno non la prende bene.
21:18: si ripete la stessa situazione, il pacchetto di fazzoletti alla mia destra mi guarda terrorizzato.
21:22: ancora Severini in area, ma al passaggio – che da casa sembrava l’azione migliore – preferisce un tiro centrale. Mi calmo contandomi i nei sul braccio e unendoli con la biro in un improbabile disegno.
21:45: Gaupset cerca la porta dalla trequarti con Giuliani fuori dai pali, perdo ogni colore della pelle. Fortunatamente, non inquadra la porta.
21:55: riesco a riprendermi dallo shock.
22:07: la mette Girelli, partono le prime urla sconclusionate.
22:10: raddoppia Cantore, si continua ad urlare.
22:11: gol giustamente annullato, si sibilano imprecazioni potenzialmente scomunicanti.
22:14: regaliamo un rigore, volano insulti rivolti a più persone. La panchina italiana fa lo stesso e Soncin riceve il primo giallo del suo ciclo.
22:17: Hegerberg tira fuori, partono gesti dell’ombrello spontanei.
22:23: Hegerberg pareggia, sale lo sconforto perché le Azzurre non riescono più ad uscire dalla pressione.
22:30: sto ripetendo ossessivamente “fai i cambi, fai i cambi”, inizio a batterlo a macchina come Jack Nicholson in Shining.
22:47: segna Girelli, il mio cervello si spegne. Reset emotivo, il cuore a mille.
22:52: siamo in semifinale dopo anni, si salta e basta. Salvo il cellulare che stava cadendo per tremolio eccessivo.
23:00: rimango combattuto tra il riflettere su come questo risultato storico non possa cancellare tutte le difficoltà dell’intero movimento e le difficoltà che le calciatrici dalla Serie B in giù patiscono quotidianamente, con un futuro molto incerto, e il “SEEEEEEEEE SIAMO IN SEMIFINALEEEEEEEEEEEE”. Mi riservo, con tutto il rispetto, di godermi il momento. Da domani si riparte con più rabbia sociale e voglia di giustizia per il calcio femminile.





