La Direzione Nazionale del Controllo di Gestione (DNCG) della Federazione Francese di Calcio ha escluso il Dijon FCO da tutte le competizioni nazionali, non accettando quindi la proposta di budget avanzata dal club. “Con totale trasparenza, il club ha presentato il budget 2026/2027 della sezione femminile ed esposto lo stato di avanzamento delle negoziazioni esclusive, avviate da aprile, con un partner strategico“.
“Nonostante i progressi, la DNCG ha ritenuto insufficienti le garanzie fornite. Il DFCO dispone ora di un termine di sette giorni per presentare ricorso contro questa decisione e fornire nuovi elementi che garantiscano le condizioni necessarie alla prosecuzione del progetto” ha comunicato la società.
Il caso Dijon FCO nello specifico
La DNCG ha preso la stessa identica decisione per il Bordeaux maschile, che militava nel campionato di National 2, infliggendo il secondo duro colpo dopo il fallimento di qualche anno fa. Per Première Ligue Reporter, “la dirigenza del DFCO prende soprattutto atto di ciò che desiderava ottenere senza un vero processo di vendita: la fine della sua squadra femminile professionistica“.
“Il club sapeva che il budget aveva pochissime possibilità di essere approvato dalla DNCG. Sapeva anche che il progetto presentato con il nuovo investitore era fragile: negoziazioni portate avanti per mesi con una filiale di un gruppo detenuto al 95% dallo Stato marocchino, con l’idea di trasformare le squadre femminili di Digione in una sorta di anticamera per le giocatrici marocchine” prosegue il giornalista.
“Oggi, il club ricorda che dispone di sette giorni per presentare ricorso… senza nemmeno dichiarare chiaramente di volerlo fare. Il comunicato somiglia (ancora una volta) a un modo per preparare tutti alla fine“. Non esattamente l’epilogo che si richiedeva dopo che l’approvazione della Convenzione Collettiva è diventata ufficiale.





