Duello rusticano tra WSL e Liga F

Inghilterra vs Spagna, WSL vs Liga F, Catalogna vs Cornovaglia, e chi più ne ha più ne metta. La battaglia eterna tra le due filosofie si ripropone dopo la finale del Mondiale e dell’ultima Nations League, e se vogliamo, pure dell’Europeo maschile 2024 (ma dato che questo è il mio diario di bordo, di questo non ci interessa particolarmente in questa analisi).

WSL O LIGA F?

Il miglior campionato d’Europa contro il campionato più sottovalutato d’Europa. La sfida tra una lega che ha raccolto appassionati da diverse parti del mondo, e una bistrattata perché, banalmente, “vince sempre il Barcellona“, e dato che spesso vince in goleada si è diffusa l’erronea convinzione che le sue siano “partite di allenamento“.

A parte che, come avevamo analizzato in inverno, quest’anno le blaugrana hanno faticato più del dovuto, tra primi tempi chiusi in parità o addirittura in svantaggio, e poi sono arrivate le sconfitte con Levante UD e, soprattutto, Real Madrid (polemiche comprese). Ma poi, se si guarda alla rosa del Barcellona, si trova un numero così impressionante di talenti e giocatrici capaci di svoltare qualsiasi partita in qualsiasi momento. Nessun’altra squadra europea può vantarlo né eguagliarlo, attualmente.

BASTA BISTRATTARE IL CAMPIONATO SPAGNOLO!

Seppur sia oggettivamente vero che il campionato inglese è migliore, ciò non implica che quello spagnolo sia inferiore come qualità o come intensità atletica. Vi sono diversi talenti, non solo nelle big della Liga, e infatti i club della WSL hanno pescato a mani basse per rinforzare le proprie rose, con l’esempio più calzante in Mayra Ramírez, passata dal Levante UD al Chelsea.

La riflessione

Esistono criticità, è chiaro (chi non le ha nel calcio femminile), però è indubbio che LaLiga sappia creare partite combattute e storie da raccontare, con la stessa dignità di qualunque altro torneo le stia davanti. E se le iberiche dominano i tornei Under (Europei e Mondiali), e in quelli riservati alle squadre maggiori si stanno sempre più ponendo come esempio, vuol dire che il livello che hanno è effettivamente alto.

Ricordiamoci la reazione causa-effetto: se le spagnole sono agevolate “da un campionato in cui giocano partite di allenamento” (citiamo frasi sentite troppo spesso in sede di cronaca) ma vincono in maniera differente i tornei e le partite complicate, vuol dire che le altre realtà non sono così forti come viene raccontato. Bisogna quindi, a nostro parere, rispettare ogni singola squadra di ogni singolo campionato. Ognuna ha la sua dignità e il suo valore riconosciuto, nonché la sua storia da raccontare. A parti invertite, quando la Serie A viene considerata poco allenante, la cosa ci infastidisce e urta il nostro orgoglio; perché con gli altri tornei dobbiamo comportarci allo stesso modo?

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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