Eccellenza Femminile, raccontiamo due storie di sport

L’Eccellenza Femminile è il quarto livello del calcio italiano, giocato per lo più regionalmente, le cui vincitrici sperano di qualificarsi per la Serie C. Da Nord a Sud è un movimento complesso, risultando ricco di squadre per metà Italia – tanto da disputarsi contestualmente il campionato di Promozione, quinto e ultimo livello – mentre nel Sud e nelle isole spesso il numero di squadre è inferiore alla decina. Approfittando dei playoff nel Lazio, la nostra redazione ha voluto raccontare due modi diversi di vivere il calcio dilettantistico nella sua accezione più verace.

2022-23: IL DERBY PIACENTINO IN COPPA

Il derby di Piacenza è durato per una sola stagione, ma è stato comunque un piacere viverlo da spettatore” ha raccontato un nostro redattore. “Ai tempi non avevo ancora iniziato a scrivere formalmente di calcio femminile, per cui ero presente solo in qualità di tifoso neutrale, inconsapevole che quella partita mi avrebbe dato modo di entrare in questo mondo” prosegue il racconto.

La giornata di Coppa Italia Eccellenza Femminile

Ricordo la serata, era ottobre, quando il clima non era ancora pungente ma comunque il vento portava grossi brividi di freddo, aumentati dall’attesa perché la gara iniziò tipo 15 minuti dopo perché l’arbitro arrivò in ritardo (ride, ndr). Però si respirava un buon clima, c’era la voglia di godersi la neonata realtà del Besurica Women, che aveva creato la prima squadra proprio quell’anno dopo anni di settore giovanile, mentre le Biancorosse Piacenza erano una delle squadre da battere della regione, perché comunque avevano un’ottima rosa” queste le memorie del nostro collaboratore.

L’atmosfera

Il tifo più caldo e appassionato lo avevano portato proprio le Biancorosse, con qualche signore di età avanzata che quasi sicuramente arrivava dal calcio maschile. Lo deduco perché contestava letteralmente qualsiasi decisione arbitrale, anche quella corretta. Avevo timore per qualche insulto razzista nei confronti dell’arbitro, ma alla fine a parte una battuta borderline non è successo nient’altro. E per fortuna” racconta. “C’era comunque anche un bel clima. Io solitamente dal vivo sono timido, sto molto nel mio piccolo e cerco di non dar fastidio, ma quella sera mi son messo a parlare di calcio femminile con alcune persone, è stato bello poter parlare di Juventus ed Inter senza che partissero i soliti insulti” descrive.

Due dettagli sulla partita

Il primo derby era stato in campionato ed era terminato 0-0, e così più o meno è stato lo svolgimento di quel secondo turno di Coppa Italia Eccellenza Femminile” ricorda il redattore. “Il vento non aiutava sicuramente, e come scritto da una testata locale, è stato il classico derby di provincia palla lunga e pedalare, con più calci sugli stinchi che al pallone, ed è terminato ai rigori con il successo per 3-1 del Piacenza” termina il suo resoconto.

Comunque fu una bella serata sportiva generalmente parlando. Adesso il Besurica si è affiliato al Piacenza Calcio diventando appunto Piacenza Calcio Femminile, le Biancorosse sono sparite dalla scena dopo alcuni dettagli che con lo sport non c’entrano nulla, e con un’indagine da parte della Procura Federale” chiude con un pizzico di rammarico.

2024-25: TIVOLI, SEI IN FINALE PROMOZIONE

Siamo in finale per la promozione in Serie C! Tanta robetta!” esulta trafelato nel post-partita il nostro tifoso-inviato sul campo di gioco. Tivoli e Romulea finisce 2-2, e grazie il 2-1 dell’andata è proprio la squadra dei monti Tiburtini ad accedere alla finale per il passaggio in Terza Serie.

Spareggio che sarà contro il Colleferro, già vincente 2-1 nella finale di Coppa Italia ad aprile (percorso poi terminato con la sconfitta negli Ottavi di finale contro l’Academy Abatese, che giocherà l’8 giugno, giorno dello spareggio, la semifinale nazionale contro il CUS Cosenza).

Il calcio di provincia romano

Rispetto ad una gara che sono andato a vedere in primavera, qua non ci sono stati i fumogeni, ma comunque c’erano circa 200 persone a tifare per la squadra, e c’erano diversi sostenitori anche per le ospiti” la voce dalla tribuna del nostro narratore. “È stata una gara partita lenta, con le ospiti più convinte e passate poi in vantaggio dopo una nostra crescita, poi ci siamo sbloccate, l’abbiamo ripresa e ribaltata portandoci sul 2-1 come all’andata. Abbiamo pure segnato da calcio d’angolo!” esaltato per l’emozione.

Cosa ci lascia l’Eccellenza Femminile?

Il gol del 2-2 è arrivato senza pressing convinto, non c’è stata mai pressione. Il tifo è stato abbastanza pulito, certo qualche imprecazione c’è stata ma è normale, nulla di clamoroso; alla fine è sempre calcio ed è sempre una gara che vale un risultato pesante” prosegue il racconto del nostro “inviato”. “Fa ridere che quelli che urlavano di più erano quelli sopra i 50 anni (ride, ndr), i giovani erano piuttosto nel chill come dicono loro” conclude.

LA RIFLESSIONE FINALE SULL’ECCELLENZA FEMMINILE

Ogni campionato ha le sue criticità, nel femminile specialmente per differenti ragioni, e lungi da noi romanticizzare realtà o una visione che può essere solamente parziale. Ma si sa, il calcio è un gioco, è uno sport, un lavoro, ma bisogna anche imparare a viverlo con leggerezza, l’Eccellenza Femminile ci insegna questo. Andare alla partita senza pensieri, godersi una chiacchierata con dei perfetti sconosciuti, urlare per un gol segnato e qualche critica all’arbitro (nei limiti del rispetto del lavoro e della persona altrui) sono le gioie più belle che questo sport sa regalarci.

Redazione SCF
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