A Le Iene, in settimana, Elena Linari ha recitato un monologo molto toccante sul calcio femminile, riprendendo l’episodio in Coppa Italia di Serie C, e ricostruendo un dibattito sul movimento. Di seguito lo riportiamo integralmente (il video è disponibile cliccando qui).
ELENA LINARI, IL MONOLOGO A LE IENE
“Fin da piccole ci hanno insegnato che il calcio è per i maschi, e che le femmine fanno danza o pallavolo. Il rosa da una parte e l’azzurro dall’altra. Eppure, nel mondo, di donne che giocavano a pallone ce n’erano già un migliaio. Oggi io gioco in Inghilterra, il campionato più importante al mondo, e indosso la maglia dell’Italia, il Paese più bello al mondo. Adesso finalmente la musica sta cambiando ovunque“.
“Il movimento femminile ha fatto passi da gigante, anche se qualcuno si è fermato alla preistoria. “Andate a lavare i piatti” ci dicono ancora. “È solo un mondo di lesbiche” insinua qualcun altro. Stereotipi banali, commenti inutili, ma purtroppo ricorrenti. Io ho le spalle larghe, e mi sono fatta scivolare addosso anche tutta la merda che mi è arrivata quando ho fatto coming out. Ma là fuori, ci sono donne che hanno ancora paura di schierarsi. Ragazze che soffrono, e bambine che sperano di crescere in un mondo migliore“.
“Abbiamo sofferto, pianto, lottato, perché nessuno ci considerava. Stavamo crescendo, ma non volevamo ammetterlo. E infatti, fino al 2022, ci hanno considerato dilettanti. Genitori, se vostra figlia vuole giocare a calcio, lasciatela libera di sognare, di amare chi vuole, di correre dietro ad un pallone con il sorriso sulle labbra. Perché è la cosa più bella. E se qualcuno si ostina a dirvi cosa dovreste fare e chi dovreste essere, voi mettevi un bel paio di cuffie alle orecchie, alzate il volume e seguite il vostro cuore“.
(Elena Linari)





