Emily Heaslip: “Mai avrei pensato di diventare arbitro”

Emily Heaslip, arbitro inglese classe 1994, è stata recentemente intervistata in esclusiva dal Guardian da Suzanne Wrack, e ha così potuto raccontare la sua storia personale, dagli esordi come calciatrice a diventare un arbitro internazionale, dirigendo anche Brann-Inter nel Secondo Turno Preliminare di Champions League.

EMILY HEASLIP: “LE PERSONE DIMENTICANO CHE SIAMO ESSERI UMANI”

Una giocatrice può fare un passaggio straordinario o un gol fantastico, e quello finirà sui social media; con noi non succede” apre l’arbitra inglese. “Non ci sarà mai una clip di un arbitro che ha preso una decisione corretta. Il calcio non funziona così, e va bene, sappiamo che il gioco non riguarda noi, ma significa che dobbiamo trovare il nostro modo di essere soddisfatte della nostra performance mentre blocchiamo il rumore delle persone che giudicano troppo in fretta quando commettiamo degli errori” prosegue.

La carriera

È il mio secondo anno da arbitro full-time, ed è stata una rivoluzione nella mia vita. Non avevo mai pensato di diventare un’arbitra, giocavo come calciatrice nel Watford” prosegue Emily Heaslip, intervistata proprio durante un meeting tra arbitri e giornalisti in occasione del World Mental Health Day.

Come giocatrice, ero convinta di aver potuto fare un lavoro migliore. Poi un giorno c’è stato un torneo di calcio a 5, un evento in cui le capitane dei club di WSL 2 erano le allenatrici, e parlando con le arbitre mi hanno consigliato di provare, così quando la mia contea (il Suffolk, ndr) ha dato un corso riservato alle donne per diventare arbitro mi sono iscritta. Il resto è storia“.

Il passaggio a direttrice di gara

Wrack racconta che Emily Heaslip ai tempi si barcamenava tra l’arbitraggio il sabato, il campionato la domenica, altre gare come direttrice di gara il martedì e il giovedì, e volte capitava anche che giocasse il mercoledì nel turno infrasettimanale. “A quel tempo, giocare non mi divertiva più, era diventato tutto più noioso. E infatti poi ho smesso e i miei weekend si sono riempiti di possibilità“.

Come la passione arbitrale si è sostituita alla passione di giocare?

È una cosa un po’ strana, non è una di quelle cose che vedi come un grande opportunità, ma lo è stata davvero. Una volta che si sei dentro, è abbastanza coinvolgente. Lo spirito di squadra è un conto, ma penso che quello che mi attrae, ogni 90 minuti, è un’incognita. Poi c’è la soddisfazione che deriva dall’aver preso la decisione corretta“.

La pressione

Lavori sotto pressione tutto il tempo, cercando di individuare dettagli e informazioni che mi possano aiutare a prendere le decisione corrette. Il cervello è sempre in funzione e stai sempre pensando a quale decisione prenderai e se sarà giusta in funzione del gioco, oltre a porti una serie di domande“.

Gli errori

La parte più importante dell’intervista riguarda gli errori e la gestione di essi. “Ci sarà sempre un elemento di vulnerabilità” spiega Emily Heaslip. “Siamo abbastanza forti da riconoscere che se una di noi commette un errore, ciò aiuterà altri e ci assicurerà che quella decisione non sarà replicata da qualche altra parte“.

Non è il massimo ma diventa parte del lavoro, e siamo tutte solidali e rispettose quando iniziamo a parlare di questo dissezionando le varie clip dopo le partite” dice l’arbitra inglese. “La chiave è archiviarlo e proseguire“.

Il rapporto con i social

Nonostante abbia solo un profilo Instagram, e si sia costruita una sorta di muro per proteggersi da commenti negativi, insulti o peggio, Emily Heaslip rischia di trovarsi al centro delle polemiche come quando, dopo la 2a giornata della Super League 2023-24, espulse per somma di ammonizioni Alex Greenwood al 38′ del primo tempo per perdita di tempo.

Molto fu detto sui media e sui social, il numero di persone che ha cercato il mio profilo quel giorno è stato piuttosto allarmante. Seguo BBC Sport su Instagram, e hanno postato screenshot di diverse frasi che mi sono state rivolte dopo la decisione. L’unica piattaforma che uso che non evidenzia un esame minuzioso, questo appare lo stesso e mi viene schiaffato in faccia“.

Il contesto del regolamento

Wrack specifica che, per quella stagione, gli arbitri e le arbitre avrebbero dovuto essere fiscali con le perdite di tempo, ed Heaslip lo conferma. “La mia interpretazione in quel momento è finita con un cartellino dato. Quello che le persone sembrano non realizzare è che c’è un contesto dietro decisione come questa, con determinate linee guida, ma reagiscono e dimenticano che c’è un essere umano coinvolto“.

La vita al di là del campo

Suzanne Wrack segnala che la via di fuga principale per la direttrice di gara è portare a spasso Bonnie, il suo cane di quattro anni. “C’è qualcosa di più importante del calcio e di fischiare falli. Quello che i tifosi devono capire è che non facciamo errori deliberatamente, nessuna di noi lo fa volontariamente. Tornare a casa è più brutto quando sai di aver fatto degli errori, ed è difficile superarli, ma accadono, indipendentemente da quando lavoro di preparazione ci metti“.

Nessun arbitro ha pregiudizi, il cervello non lavora così velocemente, non ho tempo per processare la decisione in favore di una delle due squadre in quel poco tempo. Guardo solo dove gamba e palla sono, e se sia fallo o meno” conclude l’intervista Emily Heaslip.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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