La FA WSL tra l’Arsenal, il London City Lionesses e la sostenibilità economica

La FA WSL è sempre più in crescita sotto molteplici aspetti, ma come più volte sottolineato, la sostenibilità del sistema è comunque messa a dura prova. L’anno dei grandi ricavi commerciali ha prodotto diverse critiche sugli orari di programmazione, e i club spendono sempre di più ma al contempo hanno bisogno di avere alle spalle una forte società professionistica, o di un’imprenditrice facoltosa, per potersi sostenere.

FA WSL: I GUADAGNI DELL’ARSENAL SECONDO IL GUARDIAN

Nell’articolo pubblicato da Tom Garry il 2 marzo sul Guardian si segnala come, nel bilancio ufficiale dell’Arsenal Women, il club abbia “quasi triplicato i ricavi commerciali, e i ricavi dalle partite sono aumentati del 35% fino a quasi 6 milioni di sterline, portando un profitto record per il club di £22.000 nette“. Tuttavia, se non fosse per la società madre e per l’Arsenal, i ricavi non avrebbero il giusto sostegno, e questo obbligherebbe il club a trovare modi diversi per non rischiare buchi di bilancio. Positivi invece gli incassi – i cosiddetti “matchday revenues” – visti i continui record infranti dal giocare all’Emirates, e l’aumento dei diritti televisivi.

FA WSL, NUOVI RUMOR SUL LONDON CITY

Nel frattempo, secondo Dom Smith (The Standard), il London City Lionesses avrebbe puntato ben tre giocatrici, in scadenza di contratto il 30 giugno 2026. Sarebbero quindi Maria Pilar “Mapi” León del Barcellona, Mary Earps del PSG, e infine addirittura Beth Mead dell’Arsenal. Innesti che arriverebbero a parametro zero con il solo costo dello stipendio quale incognita, che dimostra la volontà di investimento che Kang sta portando avanti. Anche in questo caso, se da un lato a quel punto la squadra indipendente di Londra diventerebbe una seria competitor per il titolo, dall’altra rischia di complicare una situazione già incerta.

LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA DELLA FA WSL

La FA WSL continua quindi a barcamenarsi tra la crescita innegabile del campionato, ma anche dei suoi costi, e la ricerca di una sostenibilità di sistema a lungo termine, che provi ad emancipare il movimento e a non far dipendere i propri club dalla società professionistica maschile, anche in modo da poter direzionare in maniera autonoma il proprio futuro, e da non rischiare di essere coinvolti da eventuali crisi. In tutto questo, il caso dell’Arsenal dimostra come sia effettivamente possibile, per un club femminile, aumentare i propri incassi grazie ai propri successi e ai propri fan.

Per contraltare, non basta vincere una Champions League per fare effettivamente la differenza, se poi in campionato e nelle coppe le rivali hanno una marcia in più. Il caso del London City, invece, dimostra che senza una personalità facoltosa alle spalle, ad oggi, è praticamente impossibile competere ad alti livelli solo con i propri mezzi, e la miglior ipotesi è, in base alle finanze, puntare a solidi piazzamenti di centroclassifica. In questo caso, il campionato è lungi dal potersi definire sostenibile, e i crescenti costi obbligherebbero i club già con poche risorse a doversi indebitare per mantenere uno standard alto.

Questo si tradurrebbe poi in eventuali chiusure anticipate per evitare bancarotta o fallimento, o stagioni vieppiù modeste con un alternarsi continuo tra Seconda e Prima Divisione, con il rischio che la lotta salvezza diventi sempre più scontata. Obbligatorio quindi iniziare a pensare ad un sistema più sostenibile, sia per aiutare i top club – che in tal modo potrebbero effettivamente aumentare i ricavi e avere più soldi da reinvestire senza appellarsi ad una società madre – sia per permettere alle piccole realtà di avere i mezzi per dare il massimo e competere ad alto livello. La vera sfida della FA WSL sarà questa.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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