La FA WSL quest’anno si sta barcamenando con un forte problema legato alla programmazione delle partite, come molti tifosi, giornalisti e creator hanno lamentato durante questa prima parte di stagione. Oltre al campionato, la problematica si è estesa anche alla FA Cup, e questo weekend, come peraltro avvenuto per il turno precedente, ha dimostrato come sia necessario un cambio di passo evidente.
FA WSL: IL PROBLEMA DEL CALENDARIO 2025-26
I nuovi accordi con SkySports hanno permesso al massimo campionato, e all’intero calcio femminile inglese, di strappare un contratto molto remunerativo, che conferma la crescita mediatica del movimento e la bontà del progetto. Di contro, il colosso ha spinto per poter programmare le gare sfruttando gli spazi vuoti del calcio maschile.
Se sulla carta l’idea poteva essere effettivamente vincente, ma alla realtà dei fatti quasi la totalità delle gare è stata programmata in contemporanea alle ore 12:00, orario scomodo per la fanbase, tra chi lavora, chi gioca a livello amatoriale e chi porta i figli e le figlie a giocare, oltre che essere un orario incomodo per chi arriva da fuori con i mezzi. Lo share, quindi, è risultato basso rispetto a quanto sarebbe stato effettivamente possibile con un calendario più studiato.
In più, l’aver inserito troppe gare in contemporanea non ha nemmeno aiutato gli spettatori, tra chi ha dovuto scegliere se vedere un match di importanza per la classifica o la propria squadra del cuore, e chi ha ripiegato sulla nuova diretta gol (“Multivision“), che, a differenza di quanto fatto da ESPN nell’ultima giornata di Champions League, si è tradotta in un sistema più superficiale e privo di coesione.
IL CASO DELL’FA CUP
Per l’FA Cup, il discorso evolve ulteriormente. Se per la FA WSL le partite in contemporanea sono comunque trasmesse sui canali Sky, per la coppa nazionale più famosa al mondo tale contemporaneità, secondo accordi, impedisce ad un’altra gara di essere trasmessa in diretta.
Era successo al Chelsea nel turno precedente, è successo all’Arsenal questa domenica, con i fan che sono stati impossibilitati a vedere l’incontro se non allo stadio. Qualcuno ha rimediato pubblicando dirette “pirata” su TikTok, con gli steward che hanno obbligato gli streamer a chiuderla non appena colti in flagrante.
Nel 2026, anche il campionato qualitativamente migliore dell’Europa, è incappato in una problematica non di poco conto, soprattutto se si vuole considerare il quadriennio 2022, 2023, 2024 e 2025 come catalizzatore nonché game changer per il futuro del calcio femminile.
Nell’epoca della grande digitalizzazione, ove il movimento può appoggiarsi su piattaforme che non possono concorrere nel grande mercato dei diritti televisivi del calcio maschile, quella dell’assenza di dirette per una delle competizioni principali, e una programmazione poco convincente che esclude buona parte del pubblico che si vuole fidelizzare, è inaspettata e anche fastidiosa. Se non altro, le parti sono già al lavoro per non ripetere più questi errori nella prossima stagione.





