Francia-Germania lascia un interrogativo sul fallo di Hendrich che ha causato il rigore del momentaneo 1-0 e che le è costato l’espulsione. È giusta la chiamata, oppure si potrebbe pensare una regola apposita per valutarlo differentemente?
L’ANALISI DEL FALLO DI HENDRICH
Siamo all’11’, e sulla fascia destra della metà campo di sinistra, quella difensiva secondo la prospettiva della Germania, c’è un calcio di punizione che batte Bacha. In mezzo all’area, Hendrich – forse nel tentativo di trattenere per la maglia la diretta avversaria – le afferra e le tira la coda dei capelli, a situazione di palla lontana. La direttrice di gara, che non si era avveduta, viene richiamata dal VAR, e opta per rivedere l’azione al monitor, assegnando quindi un rigore ed espellendo la giocatrice tedesca. L’azione viene segnata, per forza di cose, come condotta violenta.
IL DIBATTITO SUL FALLO DI HENDRICH
Il dibattito, come detto, si è diviso in due. Da una parte, si è contestata l’espulsione con veemenza, poiché “condotta violenta” in campo si applica generalmente in altri contesti, mentre dall’altra si è valutata come corretta la decisione, anche se probabilmente andrebbe esplicitato questo tipo di episodio nel regolamento calcistico.
PUÒ ENTRARE IN GIOCO L’IFAB?
Tirare i capelli all’avversario o all’avversaria è un gesto molto raro, tanto che il regolamento non prevede espressamente una sanzione specifica. Sarebbe proprio questo un elemento che potrebbe portare l’IFAB, il Consiglio della Federcalcio Internazionale, a ragionare in futuro sull’eventualità di inserirlo tra i falli di gioco, seppur molto raro.
In questo caso specifico, considerando che il VAR ha richiamato alla direttrice di gara Olofsson proprio sulla condotta violenta, l’arbitra dell’incontro ha preso la decisione più corretta possibile. Una nostra ipotesi, è che se le fosse stato contestato il non aver fischiato un calcio di rigore, probabilmente lo avrebbe assegnato, e in quel caso ammonito Hendrich, invece di espellerla.
LA CONCLUSIONE
Il fallo di Hendrich, per sua fortuna, è costato il calcio di rigore, lo 0-1, l’inferiorità numerica per tutta la partita, ma non la sfida, gestita ottimamente, anche se il difensore salterà la semifinale contro la Spagna, assieme alla diffidata Nüsken. L’episodio, per un’ingenuità, ha messo in difficoltà la propria nazionale, ma dall’altro lato ha creato anche un precedente interessante.
Per il futuro, si potrebbe quindi inserire nel regolamento la trattenuta di capelli come fallo esplicito, elencando poi le situazioni in cui è corretta l’ammonizione e in quali l’espulsione. Segnaliamo giusto un fatto antecedente, la strattonata di coda data ad Alia Guagni nella partita contro la Corea del Nord alla Cyprus Cup 2019: in quel caso, fu un fallo tattico punito con l’ammonizione, e che portò poi all’espulsione della calciatrice coreana.





