Domani alle 13:30 italiane – diretta su DAZN – prenderà via la FIFA Women’s Champions Cup, la competizione che occuperà lo spazio tra un Mondiale per club e l’altro nel calcio femminile, che si disputerà indicativamente a gennaio 2028, ma sulla cui posizione nel calendario ha già ricevuto molteplici critiche, soprattutto perché l’unico Paese sin qui fattosi avanti per ospitare la manifestazione è il Qatar, non proprio la prima nazione che viene in mente quando si pensa al calcio femminile (e ai diritti umani, ndr).
FIFA WOMEN’S CHAMPIONS CUP: COME FUNZIONA?
La Final Four è stata già stabilità: alle 13:30 il Gotham affronta il Corinthians nel match inaugurale al Brentford Stadium, mentre alle 19:00 l’Arsenal aspetta l’AS FAR, che ha eliminato il Wuhan nell’ultimo turno. Entrambe le finali si giocheranno allo stadio Emirates il 1° febbraio.
I PREMI IN DENARO
La prima edizione della FIFA Women’s Champions Cup mette in palio un montepremi senza precedenti: la squadra che alzerà il nuovo trofeo riceverà 2,3 milioni di dollari, mentre la finalista ne otterrà 1 milione. Anche le semifinaliste beneficeranno di un contributo di 200.000 dollari ciascuna, mentre le due formazioni eliminate nei primi turni – Auckland United e Wuhan Jiangda – riceveranno 100.000 dollari a testa.
SPONSOR E CONTROVERSIE
A patrocinare la FIFA Women’s Champions Cup 2026 sarà Kynisca, l’organizzazione globale dedicata allo sport femminile fondata e guidata da Michele Kang, proprietaria di Washington Spirit, OL Lyonnes e London City Lionesses, che però non prenderanno parte alla competizione, evitando di creare spiacevoli conflitti di interesse. Nel frattempo, la competizione 2028 potrebbe spingere la Federazione inglese a riformare interamente la Coppa di Lega per ridurre il numero di partite per le proprie squadre che faranno parte del Mondiale per Club.





