Fiona Brown: 4 infortuni al crociato, il ritiro, il messaggio

Fiona Brown ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato settimana scorsa, e ha poi utilizzato i canali FifPro per raccontare la sua storia e i suoi infortuni, per lanciare un messaggio, specialmente per ciò che riguarda il legamento crociato anteriore del ginocchio.

FIONA BROWN: “SPERO CHE PROJECT ACL CI AIUTI A PROTEGGERE I NOSTRI CORPI E LE NOSTRE CARRIERE”

Avevo solo 16 anni quando mi sono rotta il crociato per la prima volta nel 2012, e sono stata ingenua nel modo in cui l’ho percepito, pensando che bastasse operarsi, riprendersi e tornare subito a giocare” inizia Fiona Brown nella sua lettera. “Quando ho sofferto un’altra rottura nel 2024, ero già consapevole che avrebbe dovuto essere l’ultimo, ed ero devastata. Ero appena tornata a giocare nel Glasgow City, ed ero circondata dai miei amici, la famiglia e il mio fidanzato, e genuinamente non avrei potuto più essere felice di così nella mia vita. E poi all’improvviso, game over” racconta la calciatrice.

“HO CHIESTO TROPPO AL MIO CORPO”

Ora so che un infortunio come questo cambia completamente i successivi 12 mesi della tua vita da giocatrice, e anche se lavoravo molto per recuperare, sapevo di non poter rischiare un quinto infortunio. Ho chiesto fin troppo al mio corpo nel corso degli anni, che ogni volta che tornavo da un infortunio, dall’operazione e dalla riabilitazione era più forte ogni volta di più, e non posso spingerlo oltre al limite più di così” prosegue il racconto.

Fiona Brown segnala che non vuole rischiare di convivere con il dolore cronico per il resto della sua vita perché non ha smesso in tempo, avendo comunque ottenuto diversi riconoscimenti e conquistato trofei, scrivendo anche la storia della sua Nazionale qualificandosi al Mondiale 2019. “Sfortunatamente, dopo 16 anni, sono arrivata al punto nel quale la ricompensa non vale più il rischio, e anche se è dura da accettare ritirarsi è la giusta decisione per me“.

LA CONSAPEVOLEZZA SUL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE”

Gli infortuni al crociato sembrano essere sempre di più sotto ai riflettori, soprattutto nello sport femminile, ed è importante sapere quanto più possibile per valutare il rischio e limitare gli infortuni. Non possiamo sradicare completamente questo tipo di infortuni dallo sport, ma ricerche come Project ACL possono aiutarci a capire perché succedono, aiutandoci ad evitare completamente le rotture ove possibile, e qualora non fosse possibile, offrire la miglior riabilitazione possibile” prosegue Fiona Brown. L’ultimo studio UEFA ha rivelato un’incidenza del ciclo mestruale tra le cause di rottura del crociato, ma già uno in Italia – come avevamo raccontato – si era individuato questo dettaglio in anticipo. La giocatrice conclude dicendosi “un po’ invidiosa” per le possibilità che capiteranno all’attuale e alla prossima generazione, che vedranno sicuramente la possibilità di migliorare e lavorare “sull’equilibrio strutturale” per rimediare e prevenire gli infortuni al crociato, ma “guai se non fosse così“.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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