L’Europeo 2025 prosegue portandoci finalmente al giorno dell’esordio del Galles in una massima competizione per nazionali femminile. Nel video di presentazione delle convocate, la CT Rhian Wilkinson – ideologicamente – ha voluto raccontare l’avventura dall’alto dell’Yr Wyddfa, la montagna più alta della propria patria. Una camminata simbolica, indicando la montagna che ha dovuto scalare quale Commissaria Tecnica delle Cymru, ma soprattutto perché è un luogo connesso alla sua storia: come scrive Ceretta, la scelta “nasce soprattutto da un ricordo personale di Wilkinson: sei mesi prima di accettare l’incarico come allenatrice della Nazionale, scalò quella montagna insieme alla sua famiglia per salutare suo padre, scomparso poco prima che potesse vedere sua figlia scrivere la storia portando il Galles agli Europei“.
COSA C’ENTRA TUTTO QUESTO CON L’ISOLA DI ANGLESEY?
I nomi delle isole e delle montagne del Galles sono strettamente connesse con la storia e il passato, e la stessa montagna Yr Wyddfa – che significa “la tomba” – rimanda all’uccisione del gigante Rhita Gawr da parte di Re Artù, così raccontano i miti gallesi. Se ci spostiamo sulla costa nord-ovest, invece, troviamo l’isola di Anglesey, chiamata Ynys Môn – in latino Inis Mona – lontana patria dei druidi, prima dell’invasione romana. La stessa isola ha la propria Federazione Sportiva, il che vuol dire che esiste a sua volta la squadra di calcio femminile, per quanto non venga riconosciuta (esattamente come per quella maschile) né dalla FIFA né dalla UEFA.
INIS MONA, IL CALCIO FEMMINILE E QUELLA CANZONE DEGLI ELUVEITIE
L’esistenza di questa Ynys Môn è fondamentale per il nostro percorso all’interno dell’Europeo. Abbiamo introdotto una band svizzera, che è il trait d’union del nostro racconto delle vicende della competizione, ampliando la nostra visione anche al di là del calcio. E gli Eluveitie, con Inis Mona, sono diventati effettivamente famosi nel mondo metal.
A rendere iconica quella canzone, al di là del rimando alla patria dei druidi e quindi alle terre del Galles, la melodia iniziale, che deriva direttamente dalla tradizione bretone, più precisamente dalla ballata Tri Martolod (Tre Marinai), resa poi popolare da Alan Stivell negli anni ’70 da Nolwenn Leroy in tempi recenti. Quest’ultima, peraltro, figlia di un calciatore, Jean-Luc Le Magueresse (Brest, Lens e Guingamp tra le squadre in cui ha militato).
E QUINDI?
Il Galles esordisce stasera, e comunque vada la qualificazione a questo Europeo è già di per sé una vittoria importante, se non LA vittoria più importante della propria storia calcistica, quantomeno in ambito femminile. L’ultimo rimando potrebbe essere a EURO 2016 maschile, con la nazionale britannica che – da esordiente – arrivò al terzo posto guidata da Gareth Bale, ma con valori in campo ben diversi. Curiosamente, l’anno successivo fu la volta dei Paesi Bassi, che vinsero l’europeo femminile: proprio loro saranno l’avversaria delle gallesi stasera.





