Hellas Verona Women: cosa ci lascia il Double Header ad una settimana di distanza?

L’Hellas Verona Women domenica scorsa ospitava la Res DonnaRoma allo stadio Marc’antonio Bentegodi poco dopo la sfida della squadra maschile contro il Parma in Serie A. Ad una settimana di distanza, e dopo aver raccolto diverse testimonianze, tracciamo una sorta di conclusione sul Double Header.

HELLAS VERONA WOMEN, I LATI POSITIVI

Tra i lati positivi senz’altro il ritorno delle gialloblù al Bentegodi, al quale sono legate dalla storia del club, con un passato fatto di Champions League e notti indimenticabili. A questo si è unita una gara comunque intrattenente, aperta da un bel gol delle ospiti dalla distanza, prima di un pareggio in mischia e due reti, sempre delle romane, nel secondo tempo con alcune azioni di pregio e altre in cui è servito un pizzico di fortuna.

LA TIFOSERIA

Il “Double Header” ha lasciato anche qualche controversia, soprattutto alla luce di alcune testimonianze che sono emerse in settimana. Anzitutto, il giornalista Richard Hough (The Gentleman Ultra) ha descritto come “anticlimatico” l’evento, segnalando problematiche nella zona allestita per il pranzo, con personale scarsamente preparato per gestire la quantità di folla che si era ivi presentata. Questo si è evidenziato soprattutto all’intervallo, con molte persone che – essendo in coda – si sono perse buona parte della ripresa.

Gli spettatori presenti

Sempre all’intervallo, Hough e altre testimonianze che sono arrivate in redazione, hanno segnalato che una parte dei tifosi ha comunque lasciato lo stadio, mentre c’è chi non ha avuto paura di sfidare il freddo per rimanere a sostenere la squadra, e anche questo comunque è un segnale positivo in ottica futura. Cifre non ufficiali parlano di circa tremila spettatori complessivi, cifre buonissime per la Serie B (più tifosi del derby Milan-Inter a San Siro un anno fa), ma una folla che – all’interno di uno stadio da circa 31mila posti – si è un po’ dispersa.

Tra cori e comportamenti

L’ultima analisi, infine, deriva da una lettera della giornalista e fotografa Daniela Belmonte letta durante la terza puntata della neonata trasmissione social WomenFootballNews TV, nella quale ha elogiato un’accoglienza eccellente da parte degli addetti ai lavori – l’iniziativa è stata accolta positivamente anche dalla Curva Sud, solitamente il settore più caldo – ma ha anche lamentato che “molti abbiano preferito andare via, e quei pochi rimasti abbiano preferito fare determinati cori“.

Cori che, dalle voci che abbiamo raccolto nella tifoseria, hanno spaziato da quelli di incoraggiamento a critiche nei confronti della società maschile, ma nel settore dalla quale le abbiamo ricevute non hanno segnalato altro. La stessa Belmonte, che invece si trovava sul lato opposto, racconta di aver ricevuto anche cori sessisti nei suoi confronti, nonché anche un caso di catcalling. Infine lo striscione esposto dalla tifoseria (“Coi goti a maca vardemo anca i pulcini”): c’è chi ne ha apprezzato la buona fede, e chi meno.

CONCLUSIONI FINALI SUL DOUBLE HEADER

Il Double Header dell’Hellas Verona Women quindi rimane per ora un evento unico (a distanza di 10 anni dall’iniziativa del Parma nel 2015) che è stato accolto con sensazioni contrastanti, da chi ne ha elogiato il coraggio e chi si è lamentato per l’assenza di servizi o per uno stato culturale ancora arretrato rispetto ad altre nazioni nelle quali il calcio femminile è una realtà fattuale. Non basterà come singolo episodio ad aumentare l’attenzione e il rispetto nei confronti del movimento, soprattutto senza sinergie territoriali e nazionali portate avanti dalle società ma anche dalle federazioni.

Sicuramente un piccolo passo avanti rispetto ad un Paese che vede il giocare nello stadio principale del club quasi un tabù, oppure una sorta di “premio”, quando alla fine è un diritto delle squadre (maschili e femminili, e dei settori giovanili). Si può quindi considerare il tutto un primo passo verso un futuro nel quale il calcio femminile sia una realtà più affermata, ma che chiaramente non basta da solo a sollevare l’interesse verso di esso. Ora sta alle società cercare di essere più costanti in questo senso, provando soprattutto a sfruttare le pause Nazionali del maschile.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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