Il Diario Segreto di Adrian Mole è uno dei libri, se non il libro, più famosi di Sue Townsend, scrittrice inglese ormai scomparsa. Il passo più celebre forse dell’opera, è quello della gita in autobus, peraltro ripresa anche da Aldo, Giovanni e Giacomo a modo loro (in un libro che racconta la partenogenesi di Nico e i Sardi, ndr), descritta con ironia seguendo uno schema ben preciso e dettagliato, segnalando anche l’orario nel quale determinate situazioni sono avvenute. Ci siamo quindi chiesti: come lo scriverebbe un tifoso delle Azzurre?
IL DIARIO SEGRETO DI ADRIAN MOLE VERSIONE AZZURRA
Disclaimer: “Il Diario Segreto di Adian Mole” fa ampio uso dell’ironia tagliente e graffiante, e abbiamo cercato di ricalcare quello stile senza ovviamente scadere troppo nel sarcasmo.
Mattina
9:45: Sveglia sudata come avviene normalmente in questo periodo
10:00: Mi alzo dopo una lunga battaglia con il letto che non mi vuole fare alzare
10:01: Il letto ci rimane male, mi sdraio ancora un attimo per consolarlo
10:03: Ci rimango male pure io, rimango sul letto per farmi consolare
10:10: Una frase molto dolce: “Alzati pigrone!” mi smuove definitivamente
10:20: Mi siedo sul divano a fare un check delle notizie di mercato
11:00: Chiara Beccari, causa infortunio muscolare, salta l’Europeo; iniziano i primi improperi
11:01: Valentina Bergamaschi convocata al suo posto, il battuto cardiaco rientra nei livelli di normalità
Pomeriggio
14:50: Si esce per fare un po’ di spesa per non guardare la partita a stomaco vuoto
15:15: Alla quinta automobile che si lancia senza rispettare la precedenza, passa la voglia di cenare
15:30: Si arriva al supermercato e si afferrano cose a caso
15:31: Urge ricordare l’importanza di uno stile di vita di sano, perché sui social qualcuno avrà sicuramente da ridire
15:35: Metto due birre nel carrello, mi ricordo che l’alcool è pericoloso e bisogna bere consapevolmente e non guidare dopo aver bevuto
15:37: Smetto di censire la spesa per non dover giustificare uno stile di vita da rockstar dei poveri
15:40: Pago la spesa lamentandomi della crescente inflazione
16:10: Sono a casa sudato, accaldato e un pelo piccato. Butto tutto nel frigo a casaccio sperando non cada nulla quando andrò a riaprirlo
16:30: Doccia accolta come la pioggia nel pineto (siamo anche colti qua, anche se probabilmente è fuori contesto, però di D’Annunzio non è che ce ne importi molto alla fine)
La partita
16:47: Escono le formazioni
16:48: Le leggo e dico: “Vinciamo”
16:49 Inizio a temere di averla gufata
18:03: Inizia ufficialmente l’Europeo dell’Italia
18:20: Apprezzo la velocità di manovra, la rapidità del centrocampo, la lettura delle situazioni. Del Belgio però
18:25: Cooling break, anche per il sottoscritto. Mi servo una bibita a caso dal frigo in un bicchiere pieno di ghiaccio
18:25:03″: Asciugo intorno al bicchiere il liquido fuoriuscito a causa del troppo ghiaccio
18:47: Gol di Caruso. Vedendola da RaiPlay, non posso esultare con spontaneità dopo aver ricevuto 50 spoiler dalle chat su WhatsApp
19:12: Prendiamo il terzo giallo, tutti evitabili, il che può compromettere la presenza in campo di alcune interpreti per diffida nelle gare decisive
19:35: Il Belgio cerca a tutti i costi di segnare, cerco di impedirglielo sfruttando impronunciabili cugurre sarde
19:45: Manca sempre meno al termine della partita, ma a noi piace tenerla aperta più del dovuto
19:51: Leggo 9 minuti di recupero, la mia cena inizia a temere di rimanere sullo stomaco, nulla che un po’ di digestivo non possa risolvere
19:51:02″: Mi ricordo di non aver mai avuto del digestivo in casa, la cena inizia a spaventarsi
19:56: Ogni palla recuperata da Oliviero è accolta con fervore e urla belluine
20:03: Finisce la partita, riguardo il pronostico delle 16:48 e mi dico che, alla fine, chi ben comincia è a metà dell’opera





