In casa Independiente Ivrea si sono vissuti mesi turbolenti, che stanno attualmente sfociando in una sfida dialettica tra le parti in causa. Da un lato, le calciatrici hanno lamentato una situazione di precarietà circa il loro futuro, ma dall’altro la società risponde a tono specificando nel dettaglio la situazione. A questo punto, la nostra redazione si premura di compilare un riassunto quanto più dettagliato possibile di quanto successo da dicembre in poi, facendo esclusivamente affidamento su quanto detto ufficialmente dalle parti coinvolte, ove evitare di dare interpretazioni errate di vicende delicate.
INDEPENDIENTE IVREA: COS’È SUCCESSO A DICEMBRE?
In data 4 dicembre la nostra redazione riportava l’indagine ad opera della Guardia di Finanza e del Pubblico Ministero Valentina Bossi a carico di Roberto Tridello, (ex) Presidente del club. In tale indagine si segnalava che “al presidente della società si imputa la stipulazione di polizze vita che potrebbero essere riconducibili ad una compagnia assicurativa della quale faceva parte fino al 2015, e in nove anni dunque, sarebbe risultato operante pur non avendo alcun titolo“, venendo quindi “indagato per una presunta truffa che supererebbe il milione di euro“. L’Independiente Ivrea ha prontamente risposto, indicando come “il Sig. Roberto Tridello, in esito al subentro della nuova propria costituita da alcuni soci della SC Caronnese, non ha più nessuna carica e ruolo all’interno della società“.
Altri dettagli emersi
All’epoca dei fatti, la testata La Sentinella del Canavese riportava una situazione economica complicata, con le giocatrici che reclamavano “i rimborsi degli ultimi due mesi“, e che l’accordo con la SC Caronnese poteva potenzialmente portare “la società a trasferirsi in Lombardia“, con problemi logistici per la Prima Squadra e per il settore giovanile.
La replica della società
Anche in questo caso, il club piemontese ha specificato che “il settore giovanile ha da tempo un proprio gruppo dirigente che ha intrapreso un percorso di gestione virtuosa, garantendone la stabilità e continuità sportiva con ottimi risultati, ed è ferma intenzione dell’attuale proprietà e dirigenza di dare persistenza a detto progetto in loco“. In aggiunta, “la collaborazione con la SC Caronnese – i cui soci hanno rilevato l’ASD Independiente Ivrea – ha come obiettivo il rilancio dell’attività sportiva, sia della prima squadra, sia di tutto il settore giovanile, per avviare un percorso virtuoso ed inclusivo che punti sulla Sostenibilità e sul ruolo educativo e valoriale dello sport, anche in una logica ESG. Verrà trasferito ad Ivrea tutto il know-how implementato a Caronno Pertusella e che ha consentito alla SC Caronnese di distinguersi per approccio e serietà nel mondo del calcio dilettantistico.“.
INDEPENDIENTE IVREA: LE PROTESTE DELLE CALCIATRICI
Il 5 giugno, la nostra redazione raccoglieva e riportava una lettera delle calciatrici, pubblicata anche su PiemonteSport, nella quale le giocatrici lamentavano un anno difficile, con “una nuova società subentrata in corso, nuovi compromessi, nuovi sacrifici, lunghe distanze“, per uno sforzo che a loro dire “NON verrà ripagato. Questa nuova società, che ha riscattato il nostro nome, sposterà tutto a Caronno, rendendo vani i progressi raggiunti e costringendo un settore giovanile, costruito negli anni con grandi sforzi e difficoltà, a proseguire il proprio percorso lontano dalla positiva influenza di una prima squadra“.
La risposta dell’Independiente Ivrea
L’Independiente ha contestato con forza quest’ultima lettera, pubblicandone un’altra a sua volta con toni molto duri, segnalando alle calciatrici che “oltre a riportare la sgradevole immagine della protesta manifestata in campo ad esito dell’ultima partita di campionato (in riferimento all’articolo pubblicato per PiemonteSport, ndr) vengono recate notizie ed informazioni non corrispondenti al vero, fuorvianti e profondamente lesive della nostra reputazione“. L’Ivrea dichiara che l’intervento dell’attuale proprietà ha provveduto a colmare debiti e inadempienze della precedente gestione, oltre a preoccuparsi in primo piano di vicende extra-campo “caotiche e inaspettate“, mantenendo così viva un’intera società e i settori ad essa collegati.
Ulteriori dichiarazioni delle calciatrici
“Abbiamo portato a termine un campionato tra molte difficoltà, pretendendo poco o nulla, chiedendo per lo più trasparenza e sincerità. Quando abbiamo domandato informazioni sul nostro futuro, ci è stato risposto, con molta calma, che al termine del campionato avremmo saputo qualcosa. Ma tutto ci aspettavamo, tranne di essere declassate a squadra B di una società che, mentre noi continuavamo a fare enormi sacrifici su più fronti, si impegnava a formare una nuova squadra, contattando altre ragazze e “dimenticandosi” di avere già un gruppo esistente” hanno aggiunto le giocatrici del club.
Cosa dichiara la società
La società dell’Independiente Ivrea ribadisce il supporto finanziario nelle casse del club, con la messa in contatto con la comunità locale per il progetto di sostenibilità realizzato assieme alla Caronnese, mantenendo quindi attivo un settore giovanile che, tra parentesi, “aveva peraltro subito il ratto (furto, ndr) di una categoria” cercando nel frattempo un rafforzamento secondo i profili sportivo, manageriale e organizzativo. La proprietà lamenta inoltre l’assenza di dichiarazioni sui programmi futuri “che erano chiari sin dall’inizio“, con un progetto “ambizioso per puntare alla Serie B, come peraltro si sta facendo con la maschile che ha sfiorato la promozione in Serie D dopo i playoff“, e il silenzio definito “assordante” sulla volontà “manifestata a più riprese di mantenere e sostenere il settore giovanile ad Ivrea e dare forma ad un team di primordine“.
INDEPENDIENTE IVREA, LE ULTIME RISPOSTE
L’Independiente Ivrea, in conclusione, ha specificato alcuni punti importanti di quanto emerso in questi mesi. Anzitutto, “nessuno dell’attuale proprietà ha mai inteso trasferire l’intera attività sportiva in Lombardia“, segnalando la dichiarazione come falsa o quantomeno fuorviante, e che soprattutto “nessuno dell’attuale proprietà ha mai smentito le promesse fatte in precedenza“. Ulteriore specificazione sul fatto che “nessuno dell’attuale proprietà ha un sentimento di inclusività a senso unico, direzione Caronno Inep-ENDiente” difendendo a spada tratta il progetto di sostenibilità caronnese. Infine, “nessuno dell’attuale proprietà ha mai preteso di scendere a compromessi“, idea non conforme all’etica dirigenziale. Smentite anche l’ipotesi di “trasferire il settore giovanile in Lombardia” (decisione che sarebbe “assurda e illogica“) nonché “di creare una squadra B“, per quando l’idea fosse “dettata proprio dalla volontà di non dissolvere il gruppo esistente, radicato nel territorio“.
E ora?
La società ritiene di aver soddisfatto tutte le spiegazioni a carattere privato e pubblico, e si riserva di agire per vie giudiziarie per tutelare il proprio nome e il proprio operato, diffidando al contempo le calciatrici “dal propalare – tantomeno sui siti e piattaforme social istituzionali! – ulteriormente informazioni e notizie denigratorie, diffamanti, lesive la nostra reputazione ed idonee a gettare discredito al nostro indirizzo“. Nell’attesa di capire il futuro di entrambe le parti – sarà difficile ricucire questo strappo – resta preoccupante l’assenza di dichiarazioni da parte delle istituzioni.





