Inghilterra-Spagna 4-2 d.c.r., le pagelle della finale di Euro 2025

Inghilterra-Spagna chiude Euro 2025, edizione ormai storica e comunque memorabile, e lo fa con un successo inglese ai calci di rigore, per un punteggio che – unito all’1-1 dei regolamentari e supplementari – si fissa sul 4-2. Di seguito, le pagelle della nostra redazione.

INGHILTERRA-SPAGNA, LE PAGELLE DELLA FINALE DI EURO 2025

Inghilterra 8 – La Nazionale di Wiegman vince l’Europeo dopo aver portato a termine il peggior torneo, sin qui, dal punto di vista delle prestazioni nude e crude. Se però è vero che una squadra forte si vede quando vince giocando male, allora in questo caso le inglesi sono fortissime. E bicampioni d’Europa.

La migliore: Chloe Kelly, 8

Cosa deve fare Chloe Kelly per farsi assegnare il Pallone d’Oro? Nel 2022 ha deciso ai supplementari l’edizione casalinga, quest’anno ha vinto la Champions League e ha nuovamente deciso l’Europeo, dopo aver segnato dal dischetto già ai Quarti contro la Svezia, e avendo ribaltato la finale subentrando a gara in corso, servendo oltretutto l’assist per l’1-1 che svolta la serata. Ingiocabile la numero 18.

Hannah Hampton 7 – Dà sicurezza tra i pali, non commettendo né errori né sbavature, e ai rigori si fa sempre trovare pronta. Il titolo passa anche dalle sue mani.

Alex Greenwood 6 – Finale ad alti e bassi, con una partenza a rilento ma una crescita graduale, culminata nella realizzazione del gol ai rigori che cambia il volto della lotteria.

Jess Carter 6,5 – La migliore probabilmente del reparto difensivo, legge bene tutte le situazioni e cancella gli errori di inizio torneo.

Leah Williamson 6 – Non è stato il suo miglior Europeo, ma la centrale difensiva si è sempre saputa contraddistinguere in positivo e riuscendo sempre a cavarsela con la sua grande classe. Unica nota negativa, l’essersi fatta parare un rigore nella serie, ma alla fine non ha inciso sul punteggio.

Lucy Bronze 6,5 – Anche per lei edizione da alti e bassi. Apre perdendosi la marcatura su Caldentey, chiude con i crampi dopo aver dato tutto. A fine gara racconterà di aver giocato tutto l’Europeo con una tibia rotta, il che indica un carattere da lottatrice degno delle migliori campionesse. (Dal 106′ Charles 6,5: segna uno dei tre rigori che danno il titolo, e chiude Pina al tiro al 110′. Ingresso fondamentale).

Georgia Stanway 6 – La guerra logorante tra i due centrocampo la vede uscire raramente per proporre le soluzioni che l’hanno contraddistinta in passato. Meglio nel secondo tempo che nel primo. (Dal 115′ Clinton s.v.: poco tempo per mettersi in mostra, ma il futuro è suo).

Keira Walsh 6 – Si vede più di Stanway ma l’apporto, rispetto alle sue qualità, non eguaglia quello delle sue prestazioni migliori. Non si vede troppo in positivo, ma nemmeno in negativo.

Ella Toone 6 – Stesso discorso per le altre compagne di reparto, né troppi alti né troppi bassi per la stella dello United, più brillante in altre situazioni. (Dall’87’ Mead 5,5: entra nel momento in cui la sua squadra punta più ad una battaglia di logoramento che non di attacco, ma l’errore sul rigore, tra la scivolata e la ribattuta respinta, ne sporcano una valutazione altrimenti sufficiente).

Lauren James 5 – Non è stato il suo europeo, quasi sempre impalpabile e difficilmente in grado di svoltare i tornei laddove invece eccelle. Esce al 40′ per un infortunio muscolare, dopo essersi fatta vedere soltanto al 3′, ma arrivando in ritardo sulla respinta del portiere. Se non altro, lascia spazio a Chloe Kelly.

Alessia Russo 7 – La più piccola dell’attacco, è stata sempre – per tutto il campionato europeo – in grado di svettare più in alto delle giocatrici più alte di lei, e al 57′ trova il pareggio che cambia lo scenario e ribalta la serata in favore della sua Nazionale. (Dal 71′ Agyemang 6: entra per dare fastidio alla difesa e per tenere alta la squadra. Ci riesce perfettamente).

Lauren Hemp 6,5 – La più attiva del reparto offensivo, mantiene sempre alta la pressione. L’unico neo è che non riesce a concretizzare quanto fatto.

Sarina Wiegman, 8

Generalmente, se si ribalta una sfida con i cambi è perché la formazione iniziale ha qualche difetto, e nel corso del torneo ha quasi sempre dovuto ricorrere alle sostituzioni per salvare il risultato. Ma se la cosa le dà ragione, vuol dire che ha sempre preso le decisioni corrette in materia di subentrate. Ha un grande mazzo da cui pescare, quindi non è difficile trovare la carta giusta, ma trovarla per almeno tre gare consecutive è qualcosa che contraddistingue solo i grandi giocatori di poker.

Spagna 5,5 – La Invencible Armada si arena come nel 1588 e, come avvenuto in Champions League, contro le inglesi sfodera la sua prestazione più opaca. Serata da dimenticare, al pari del 2-4 con il Brasile di Parigi, e trofeo che sfuma proprio quando sembrava più vicino.

La migliore: Cata Coll, 7

Inizia la sfida evitando la marcatura di Russo, prosegue parando ciò che può e superandosi respingendo due calci di rigore, intuendo anche il tiro di Kelly. Una certezza tra i pali, capace anche di rimediare alle proprie sbavature.

Olga Carmona 5,5 – Parte forte sulla sinistra, costruendo diverse occasioni, ma si spegne via via che le avversarie le prendono le misure. Tanto era stata fondamentale nel 2023, tanto questa sera non è riuscita ad imporsi come suo solito. (Dal 106′ Ouahabi s.v.: ha poco tempo per mostrarsi veramente, si fa notare cercando una polemica sterile con la guardalinee).

Laia Aleixandri 5 – Prestazione sufficiente non fosse che, in collaborazione con Paredes, si perde Russo nell’azione del pareggio che poi svolta l’incontro. Errore imperdonabile, considerando che sui palloni a centroarea dovrebbe primeggiare.

Irene Paredes 5 – Come per Aleixandri, una calciatrice della sua esperienza non si può far superare così in uno stacco aereo in raddoppio di marcatura. Peso doppio dato che l’1-1 toglie certezze alle sue e istilla quei dubbi che portano al successo inglese.

Ona Batlle 6 – La migliore sulla destra, fa l’assist per l’1-0 che apre le marcature e rimane una presenza costante sulla destra, per quanto poi la stanchezza le tolga un po’ di lucidità.

Alexia Putellas 4,5 – La Reina, contro la Nazionale monarchica, è letteralmente irriconoscibile, quasi impalpabile, e per essere Putellas, due volte vincitrice del Pallone d’Oro, è un segnale preoccupante. Tra errori grossolani e alcune gestioni di palla superficiali, urge resettare tutto e ripartire con più fame nella nuova stagione.

Patri Guijarro 6,5 – Recupera palloni per le compagne di reparto, aiuta a sbrogliare le situazioni più complicate ed è l’unica ad andare a segno dagli 11 metri nella lotteria finale. Buona partita la sua.

Aitana Bonmatí 5 – Meglio di Putellas nel complesso, poco incisiva rispetto al solito, ma ai rigori esce fuori un tiro prevedibile e facilmente respinto da Hampton, che completa la serataccia spagnola. Unica consolazione il premio MVP del torneo, e unica giustificazione la meningite che ha rischiato di estrometterla dall’Europeo. Per il resto, serata da cancellare.

Mariona Caldentey 6 – Segna il gol iniziale ed è una grossa spina nel fianco della difesa. Peccato per il rigore parato nella serie decisiva.

Esther González 5,5 – Poco cattiva sottoporta rispetto al resto del torneo, la sua mancanza di concretezza toglie peso all’attacco nonostante essersi mossa spesso bene tra le linee. (Dall’89’ Vicky López 5,5: è giovane e avrà ancora tempo per dimostrare le sue qualità. In questa serata prova la giocata quando ormai la manovra non può più svilupparsi in un fraseggio veloce, e i suoi tiri non riescono mai ad essere pericolosi).

Athenea del Castillo 5,5 – Parte con piglio offensivo e grande brillantezza, con il passare dei minuti perde brillantezza ed intensità. (Dall’89’ Paralluelo 5: come riferimento centrale non dà le stesse certezze di González, e spesso forza la giocata perdendo il tempo di gioco utile per svilupparla. A coronamento di una serata no, il rigore spedito sul fondo con poca precisione. Può fare molto di più).

Montse Tomé, 5

In campo ci vanno le giocatrici, e quando stelle internazionali del calibro di Putellas e Bonmatí giocano male e commettono errori grossolani, la CT può fare poco. In compenso, sta a lei la lettura di gioco e delle diverse situazioni, e quando un sistema non funziona, sta a lei cambiarlo. Probabilmente, si è fidata troppo di quanto fatto sin qui,

Stéphanie Frappart 7

La finale di Euro 2025 è stata assegnata alla miglior arbitra in circolazione, che ha risposto con un’ottima prestazione nella quale ha spento qualsivoglia polemica nata all’indomani della gara con l’Italia. Il calcio femminile può contare su donne di assoluto livello senza doversi per forza accontentare degli internazionali maschili. E dietro c’è una generazione che scalpita e può nuovamente tracciare la strada.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
Articoli: 2851