Juventus-Inter termina 3-3 dopo una partita intensissima e ricca di emozioni e un finale a dir poco scoppiettante. Dopo aver chiuso il primo tempo con due reti di scarto la Juventus cala e regala all’Inter la possibilità di chiudere il derby d’Italia con un punto.
CRONACA
Il primo tempo segue il copione previsto alla vigilia con la Juve che tiene il pallino del gioco e costringe l’Inter a giocare in ripartenza. Le ragazze di Guarino puntano sulla fisicità e cercano di far male in contropiede. Una tattica che si dimostra efficace anche grazie agli spunti di Ajara Njoya e Chawinga che spesso mettono in difficoltà la difesa bianconera in totale emergenza di personale. Nel secondo tempo la Juvenus dimentica di scendere in campo forte del doppio vantaggio ottenuto nella prima frazione e nel giro di un quarto d’ora vede sfumare quanto di buono fatto nel primo tempo. Nei minuti di recupero la sfida si accende e la Juventus trova il vantaggio del 3-2 al 90’ grazie alla rete di Girelli, fino a quel momento decisamente sotto tono ma vede sfumare i 3 punti grazie alla perla al volo di Karchouni al 93’.
RIPRESA DELLE BIANCONERE
Ha del clamoroso l’atteggiamento visto in campo nel secondo tempo della squadra di Montemurro. Forse per la prima volta le bianconere hanno staccato la spina in maniera così evidente cullandosi sul doppio vantaggio e sottovalutando le avversarie. Questo è ciò che sorprende maggiormente: la Juventus non aveva mai commesso errori di atteggiamento di questo tipo in partite precedenti.
COPERTA TIRATA
La Juventus arriva in estrema emergenza, dovendo schierare Rosucci difensore centrale per mancanza di personale, ma nonostante ciò, regge bene l’urto nella prima frazione concedendo all’Inter solo lanci lunghi e tiri da fuori spesso non pericolosi. Nel secondo tempo, l’intensità del pressing nerazzurro cresce e mette in difficoltà le bianconere. I primi due goal dell’Inter, infatti, sono frutto di evidenti disattenzioni difensive che costano caro e vengono pagate. Al minuto 83 la poca lucidità raggiunge il suo culmine con un gesto di estrema leggerezza da parte di Sembrant che perde il pallone al limite dell’area ed è costretta al fallo sull’avversaria lanciata a rete. La svedese viene espulsa e lascia la Juventus in 10 e senza difensori centrali (di ruolo) per la prossima e importantissima partita a Vinovo contro la Roma.
SCELTE DI MERCATO
A questo punto, vista la situazione attuale delle bianconere, l’assenza di un nuovo difensore per Montemurro potrebbe pesare non poco. Il problema difesa nasce da una serie di situazioni. Salvai deve ancora rientrare dall’infortunio al crociato, Gama e Sembrant potrebbero non essere a disposizione in ogni match stagionale e l’unica che dovrebbe offrire continuità è Lenzini. La calciatrice però ha avuto noie muscolari durante la scorsa stagione: dovrà cercare continuità nel più breve tempo possibile.
BOATTIN OVUNQUE
Da sottolineare comunque lo spirito di sacrificio di Lisa Boattin che gioca gli ultimi minuti come difensore centrale, a dimostrare la duttilità di questa calciatrice. Qualche difficoltà in più per Amanda Nilden che in tutta la partita ha sofferto la pazzesca fisicità di Chawinga. Giocare su una fascia poco conosciuta non ha aiutato l’esterno.
REPARTO ROCCIOSO
L’unico reparto che sembra brillare durante la gara è il centrocampo, sostenuto dalle sontuose prestazioni di Julia Grosso e Sara Gunnarsdottir, le quali dominano la metà campo e danno un po’ di respiro alla Juventus. In attacco stellari Cantore e Beerensteyn, quest’ultima autrice del secondo (stupendo) goal frutto di un’azione personale partita dal centro del campo e conclusasi con il pallone nella rete. Delle punte, Girelli è apparsa un po’ sovraccaricata di lavoro, complice anche il doppio impegno con la nazionale che l’ha vista protagonista. Il goal al 90′ dimostra però la grandezza di questa calciatrice, capace di essere decisiva anche in giornate in cui la fortuna non le sorride.





